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Politica

SCENARIO/ Folli: ecco perché Fini vuol seppellire Berlusconi e il bipolarismo

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

La prosecuzione del logoramento di Berlusconi, fino al momento in cui la corda si spezzerà e si andrà a votare, di qui a qualche mese. Il Pdl nel frattempo ha ripreso l’offensiva su Fini perché lasci la presidenza della Camera.

 

Perché dice che Berlusconi ha dato l’impressione di non riuscire a gestire la situazione a dovere?

 

Prima c’è stato un attacco violento contro Fini, anche sul piano personale. Poi l’annuncio che il gruppo di Fini sarebbe stato rapidamente «svuotato», ma questo non è accaduto. Quindi è venuta l’ipotesi delle elezioni anticipate, agitata, rimessa nel cassetto e infine ritirata fuori domenica sera sull’onda emotiva del discorso di Mirabello. Una settimana Berlusconi ritira fuori il processo breve e lo mette al centro dell’azione di governo, infine lo toglie. È un comportamento schizofrenico, zigzagante, che denota difficoltà.

 

Altro problema: chi si assume l’onere di rompere.

 

Naturalmente c’è anche questo. Perché vede, si possono anche desiderare le elezioni anticipate: anch’io penso che al punto in cui siamo sarebbe meglio sul piano politico andare a votare, però poi sul piano concreto non è così semplice. Il nostro sistema politico è congegnato in modo tale che i fili della matassa sono in mano al Capo dello Stato. In Gran Bretagna è il primo ministro che decide lo scioglimento del parlamento, da noi no, occorre una crisi di governo. E non è molto congeniale a Berlusconi l’idea di doversi dimettere…

 

Quindi?

 

Fini voterà probabilmente la fiducia sui provvedimenti. Se Berlusconi avesse voluto rompere definitivamente, avrebbe lasciato il processo breve tra i punti della verifica e Fini non avrebbe potuto accettarlo. Averlo tolto vuol dire che c’è comunque la volontà di andare avanti. Come questo avverrà? Con tutte le riserve e le ambiguità che hanno segnato questi ultimi due mesi.

 

Nel suo discorso Fini ha invocato una riforma della legge elettorale. Per questa via le istanze di Futuro e libertà incontrano quelle dell’Udc.

 

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COMMENTI
07/09/2010 - PDL-PD-UDC ecc. NON TE REGGOE PIU (vincenzo ioculano)

A fine Agosto c'è stato nel mio paese, un concerto per ricordare la figura del cantante Rino Gaetano. Il cantante nelle due ore di concerto ha cantato quasi tutte le sue canzoni,era moltissimo tempo che non ascoltavo quelle canzoni,la canzone che mi ha colpito di più è " Non te reggoe più ". Perchè faccio riferimento a questo testo, perchè le vicende politiche odorano di marcio.Gran parte della popolazione da nord a sud se ne frega dei giochi di potere.A mio parere bisogna puntellare questi personaggi? o desiderare cose grandi creando forme nuove, dove le persone e i loro desideri possono essere sostenuti.

 
07/09/2010 - Perché agitarsi tanto? (Michele Donnanno)

Perché agitarsi tanto? si domanda Martinelli. Perché Berlusconi è sotto scacco delle procure, e se arriva una condanna qualche grattacapo ce l'ha, e perché la Lega vede la possibilità concreta di dilagare al nord. Non basta? Anche a me non basta, se penso che sono quattro mesi che non c'è un ministro per lo sviluppo e in compenso abbiamo visto nominato una meteora di ministro pe l'attuazione del federalismo, se penso che ieri è stato ammazzato un sindaco e se penso che tra un po' ci sta una montagna di debito pubblico da rifinanziare. Ma se evidentemente bastano a Berlusconi e Bossi, alle veline che aspirano al seggio e alle trote in carriera vorrà dire che ce ne faremo una ragione.

 
07/09/2010 - La solita Italietta (Carlo Martinelli)

Non sono riuscito a comprendere il perchè politico per cui Fini sbava per la sepoltura di Silvio e del bipolarismo. Il mio perché? Per la solita sfrenata ambizione personale, come sempre. A mio parere, Silvio - supercommissionatore di sondaggi - non ha avuto gli esiti sperati e così è restìo alle elezioni (se no nel "pacchetto" avrebbe lasciato il processo breve, su cui Fini avrebbe rotto). Previsioni di risultati elettorali non brillanti perché la politica di Tremonti, forse inevitabile (forse no) per l'improvvisa crisi economica mondiale da contagio US, ha segato tanti, di destra e sinistra, e così addio a tante belle promesse del Pdl. Ho detto "forse" perché non sono un economista, ma comunque c'è n'è nel Pdl qualche altro oltre al nuovo "divo Giulio". Baldassarri, per es., che avrebbe voluto una politica economica meno drastica e che all'inizio d'anno fu molto aspro sui propositi del collega e ora è dato per disperso. Adesso comunque i giochi in economia sono fatti. Tuttavia non capisco tanto nervosismo nei big del Pdl. Se Fini fa cadere il governo, si va alle elezioni, se no si va avanti col programma. Intanto si fa campagna pre-elettorale. Tutto sta a quel che fa il compagno della signora Tulliani. Perché agitarsi?