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SCENARIO/ 2. Calderoli: dal federalismo alla legge elettorale, così la Lega "aspetta" Berlusconi

La politica torna nel vivo dopo aver discusso di allargamento della maggioranza e di federalismo durante tutte le vacanze natalizie. E proprio la riforma federale rappresenta per la Lega Nord il vero banco di prova della tenuta della maggioranza. L'intervista al ministro ROBERTO CALDEROLI

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La politica torna nel vivo dopo aver discusso di allargamento della maggioranza e di federalismo durante tutte le vacanze natalizie. Nel giro di poche settimane, infatti, il governo è atteso da alcuni appuntamenti cruciali: la decisione della Corte costituzionale sul legittimo impedimento (che verrà presa giovedì 13) e il parere delle commissioni sul federalismo municipale (dal 17 gennaio al 23 gennaio). Proprio la riforma federale rappresenta per la Lega Nord il vero banco di prova della tenuta della maggioranza. «Se qualcosa va storto - dice il ministro Roberto Calderoli a IlSussidiario.net -, non ha più senso portare avanti la legislatura. Non è un problema di ultimatum, ma di prospettiva. Se non si trova l’intesa sul federalismo, infatti, sarà ancora più difficile trovarla sulla manovra fiscale e su tutto il resto. Io comunque resto fiducioso, se la discussione si concentra sul merito dei contenuti non ci sono problemi, se invece lo scontro e l’incertezza prevalgono le cose si complicano».

Una decisione sul legittimo impedimento sfavorevole al premier potrebbe “complicare” le cose?

Certamente, ma non è una questione che riguarda solo Silvio Berlusconi. È un problema aperto che, non dimentichiamolo, causò la caduta del governo Prodi. Se poi vogliamo che lo scontro tra schieramenti non pregiudichi la discussione dovrebbero finire una volta per tutte gli attacchi personali che ogni giorno leggiamo sui giornali…

Si riferisce alle ultime vicende che hanno coinvolto Gianfranco Fini?


Oggi si parla di Fini, in passato si è parlato di Berlusconi, ma il concetto non cambia: l’attacco politico è nell’ordine delle cose, tutto ciò che va al di là della politica, invece, non ha senso di esistere. La politica non deve essere fatta dai quotidiani, che ormai sono diventati giornali scandalistici, né dalle procure, né da chi prova con la piazza o mettendo le bombe alle sedi di partito a cambiare le cose.
Per questo Bossi è stato chiaro: o, come si augura la Lega, il governo torna a dare delle risposte attraverso le riforme oppure è meglio andare alle urne. L’unica cosa che non è accettabile è l’incertezza. 

In un clima relativamente sereno, secondo lei,  il federalismo dovrebbe passare senza grossi problemi?