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SCENARIO/ 2. Calderoli: dal federalismo alla legge elettorale, così la Lega "aspetta" Berlusconi

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La qualità del prodotto e la disponibilità che abbiamo dimostrato nell’accogliere eventuali proposte mi permettono di essere abbastanza tranquillo. Domani, tra l’altro, sottoporremo a maggioranza e opposizione il nuovo testo che comprende tutte le modifiche che sono state inserite.

Sull’ipotesi di un eventuale intoppo la Lega è stata chiarissima, ma, al di là di questo delicato passaggio, i numeri della maggioranza vi lasciano tranquilli per il futuro?


Berlusconi sostiene di aver già allargato la maggioranza e noi gli crediamo. I numeri devono essere tali da modificare la composizione delle commissioni e comunque si verificano in fretta. A fine mese approderà alla Camera il milleproroghe, dopo il federalismo municipale c’è quello regionale e provinciale, poi l’armonizzazione bilanci pubblici, infine la riforma fiscale e la riforma della Costituzione…

A un ingresso dell’Udc vi opporreste in ogni caso?


Sarebbe proprio il ritorno alla “palude romana” di cui ha parlato Bossi in queste settimane. Non c’è possibilità di dialogo con chi vota contro le riforme. Se poi Casini dovesse picchiare la testa e diventare federalista tutto d’un tratto ne prenderemo atto...

Prima ha parlato di riforme costituzionali. Le ritiene davvero all’ordine del giorno in questo contesto?


Certo, su questo tema il dialogo con tutte le forze è sempre continuato e siamo ormai vicini all’esito finale. Bisogna ancora trovare un’intesa sulla modalità di elezione al Senato, ma su questo la divisione non è tra destra e sinistra, ma tra i due rami del Parlamento. Sulla fine del bicameralismo perfetto, il rafforzamento del ruolo del governo e del potere di controllo del Parlamento, invece, non ci sono problemi. Se poi parliamo di riduzione del numero dei parlamentari, voglio proprio vedere chi ha il coraggio di tirarsi indietro dopo che per anni tutti hanno detto di essere d’accordo…

E la riforma della legge elettorale?



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