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SCENARIO/ 2. Calderoli: dal federalismo alla legge elettorale, così la Lega "aspetta" Berlusconi

TremontiBossiCalderoli_R375(1).jpg (Foto)


Sarebbe una semplice conseguenza di quanto ho detto. Sono convinto che ci sia tutto il tempo per correggere quei difetti che all’epoca me la fecero definire una “porcata”.

Come ad esempio?


Io la definii così soprattutto perché dal Colle mi obbligarono a introdurre un premio di maggioranza a livello regionale per il Senato, sostenendo che un premio a livello nazionale sarebbe stato incostituzionale. Il che ha generato soltanto incertezza. Non solo, sugli sbarramenti si è fatto un pasticcio perdendo così molti dei pregi di una legge che era nata con un forte spirito bipolare e maggioritario.  A tutto questo bisogna rimediare.

Potrebbe essere reintrodotta anche la preferenza?


Certo, anche se su questo c’è molta ipocrisia. Per la Lega è assolutamente indifferente che ci sia o meno, ma le altre forze politiche non sono d’accordo, al di là delle dichiarazioni di facciata. Ogni partito ha prodotto almeno quattro proposte diverse e al Senato giacciono ancora 27 proposte in attesa d’esame. C’è ancora troppa confusione… 

Se si andasse a votare in primavera non ci sarebbe però il tempo per fare tutto questo. Secondo lei, con questo sistema e questa legge, Pdl e Lega potrebbero davvero ottenere una larga maggioranza sia alla Camera che al Senato?


Ho fatto delle simulazioni e le posso dire che se si andasse a votare Lega Nord e Popolo della Libertà, o come deciderà di chiamarsi, otterrebbero al Senato una maggioranza inferiore a quella attuale di soli 5 senatori. Non è affatto vero, quindi, che non ne varrebbe la pena…

Molti commentatori pensano invece che l’ingovernabilità al Senato sarebbe molto probabile e che, in quel caso, Tremonti potrebbe essere la figura più indicata per gestire la transizione… 


Se qualcuno del Pdl parlasse delle vicende interne alla Lega mi arrabbierei e per questo non mi permetto di entrare nelle questioni del Popolo della Libertà. Aggiungo però che tutti quelli che insistono sul tema della successione di Berlusconi non lo fanno nell’interesse della coalizione o del Paese, ma hanno un unico obiettivo: farlo fuori. Sta di fatto che Berlusconi gode di ottima salute e se dovesse decidere di lasciare ce lo comunicherà lui indicando, se vorrà, un successore. Queste cose, per fortuna, non le decidono i giornali...

(Carlo Melato)

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