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SCENARIO/ Baldassarre: altro che Scudo, ci vuole l'immunità parlamentare

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«Per sciogliere il complicato nodo del rapporto tra politica e giustizia, che si ripropone ormai da anni in Italia, penso che la strada maestra consista nel ripristinare l’immunità parlamentare».
Antonio Baldassarre, costituzionalista e presidente emerito della Corte Costituzionale, indica a IlSussidiario.net una possibile soluzione allo squilibrio dei poteri dello Stato, nei giorni in cui la legge sul legittimo impedimento torna all’esame della Corte Costituzionale.

«L’abolizione dell’immunità nel 1993 fu un grave errore, in parte giustificato dal clima che si era creato in quegli anni. Gli scandali a quei tempi erano all’ordine del giorno, così come gli abusi, visto che l’autorizzazione a procedere non veniva quasi mai concessa. Detto questo, le cose oggi sono cambiate, così com’è cambiata la giurisprudenza della Corte Costituzionale, che su questa materia può esercitare un controllo».

Nell’attesa di una soluzione sostanziale al problema la politica torna intanto a interrogarsi sulla decisione che prenderà la Consulta e sulle sue conseguenze. L’udienza pubblica si è svolta ieri, mentre per domani è prevista la sentenza sulla legge-ponte che per dieci mesi eviterà al Presidente del Consiglio di doversi difendere nei processi Mills, Mediaset e Mediatrade.


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COMMENTI
14/01/2011 - IL RETAGGIO DI PONZIO PILATO (celestino ferraro)

Non saremmo la Patria del Diritto se non ci distinguessimo per i sofismi ricamati che impreziosiscono la nostra giurisdizione oltre ogni pregiudizio. Pilato, il procuratore romano della Giudea, quello che si lavò le mani del sangue di Gesù, fu il precursore di quello stile che decise di non decidere, in omaggio al principio di non interferenza in fatti che potessero turbare la tranquillità del “potere”. Anche quando l’acronimo INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum), apposto sulla croce, urtò la suscettibilità dei sacerdoti, non demorse e ai contestatori rispose: “Quod scripsi scripsi”! Per dire che l’uomo non era incline a mezze misure quando doveva decidere per decidere. Con Gesù, da Erode a Pilato e da Pilato ad Erode, il reprobo odiato dal sinedrio, subì gli arzigogoli del “diritto” per finire in croce, liberando Barabba. Una miserabile risoluzione assunta a furor di popolo per non far torto a “Cesare”. Sono oltre duemila anni che la storia ci tramanda l’orribile “lavata di mani”: non è cambiato nulla. I poteri hanno la capacità di fingere avversioni profonde gli uni per gli altri, si mordono per sceneggiare il peggio, ma in realtà confabulano accademicamente essendo già d’accordo sulle cose da non farsi. O ritorna “L’IMMUNITÁ” costituzionalizzata (quella della Costituzione del 47), o la prevaricazione fra i poteri dello Stato ridurrà questo Stato una larva di democrazia. Cerchiamo di non dimenticare che “Summum ius, summa iniuria” (Cicerone – De Officiis – ).

 
12/01/2011 - Immunità o conflitto di interesse? (Giuseppe Crippa)

L’abbondanza di commenti a questo articolo è segno del grande interesse provato dai lettori per l’argomento. Comunque se passerà il referendum abrogativo di cui proprio oggi è stata giudicata l’ammissibilità legiferare sull’immunità diventerà alquanto impopolare. Spero che il Terzo Polo si schieri contro qualunque proposta di immunità e proponga invece una buona legge sul conflitto d’interesse, di cui nessuno più si occupa. Associo questi due temi perché la risoluzione di quest’ultimo problema a tempo debito (15 anni fa) avrebbe evitato qualunque successivo legittimo impedimento…