BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ 1. Il giorno delle sentenze: lo scudo e Fiat giudicano Berlusconi e Bersani

Se il centrodestra attende la sentenza della Corte Costituzionale, il centrosinistra è dilaniato davanti al voto degli operai della Fiat di Mirafiori. E così, per una volta in entrambi gli schieramenti, si annuncia l’ennesimo “giorno della verità”. L'analisi di PAOLO CIRINO POMICINO

BerlusconiBersani_R375.jpg (Foto)

Se il centrodestra attende con una certa apprensione la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, il centrosinistra non sembra comunque in grado di approfittarne, dilaniato com’è davanti al voto degli operai della Fiat di Mirafiori. E così, per una volta in entrambi gli schieramenti, si annuncia l’ennesimo “giorno della verità”. «A mio parere però - dice a IlSussidiario.net lo storico esponente della Dc Cirino Pomicino -, la “Repubblica chiamata Seconda” ha la grande capacità di drammatizzare eventi gestibili. Se levassimo un po’ di enfasi da entrambe le vicende le comprenderemmo meglio, anche perché, nonostante le attese, il quadro politico potrebbe anche non cambiare affatto».

Partiamo dalla decisione della Consulta sullo scudo giudiziario del premier.


Se il Presidente del Consiglio riteneva davvero che in ordine alla sua persona fosse in atto da anni una persecuzione politica avrebbe dovuto ripristinare, già dal 2001, il vecchio Art. 68 sull’autorizzazione a procedere, che venne eliminato in un momento drammatico del Paese. I guasti e le conseguenze di quella decisione, infatti, sono ancora all’ordine del giorno. Non avendolo fatto e avendo rincorso costantemente leggi ad personam, dalla vicenda Previti in poi, oggi è costretto a pagare il suo antico errore. Beninteso, chi parla ha affrontato ben 42 processi, con una sola condanna…

Quali sono a suo avviso gli scenari che si aprirebbero nel caso di un verdetto favorevole o avverso a Berlusconi?


Torno a ripeterle che non accadrà granché. Se il legittimo impedimento dovesse essere dichiarato incostituzionale il premier dovrebbe difendersi nelle aule. Se è innocente lo potrebbe dimostrare all’interno di processi comunque destinati ad andare in prescrizione.
Se invece parliamo  del problema generale la strada è quella, come ho detto, dell’immunità parlamentare. A chi storce la bocca basta ricordare che la Costituzione, oggi tanto difesa, già la prevedeva e che il Parlamento è come la salute, ci si accorge della sua importanza soltanto quando non c’è più…

Cosa intende dire?


COMMENTI
13/01/2011 - Sguardo politico umano (Agostino Maffi)

A me sembra un' intervista intelligente e di grande respiro politico. La politica in questo caso appassiona e vola alto, non è solamente astuzia.

 
13/01/2011 - La scienza di "Geronimo". (celestino ferraro)

La sa lunga Geronimo, anche quand'era "'O Menìsto" la sapeva lunga, non tanto però da razzolar male predicando bene. E' la vita, c'è poco da meravigliarsi. CF

 
13/01/2011 - Politica o connivenza? (Alberto Consorteria)

Non capisco il discorso di Pomicino: il Parlamento abusò della immunità, la corruzione dilagò nel nostro paese, quindi perché difendere un epoca che ci ha caricato solo di una marea di debiti e di pensionati gaudenti in riva al mare e alle slot dei Tabacchi? Piuttosto, la magistratura funziona male, ci vorrebbe un controllo su un certo tipo di inchieste: possibile che ogni PM possa indagare su ogni cosa? Non si può prevedere che su certe cose indaghi solo un determinato ufficio? Anche l'editoriale di Antonini mi sembra molto bizzarro: parla di Tremonti come se il Ministro fosse appena stato eletto in una Italia appena uscita dal patto di Varsavia. Perché se tutte queste cose sono OVVIE (perché lo sono) Tremonti non ha fatto niente? Le cose in Italia stanno così PERCHE' TREMONTI LE HA VOLUTE LASCIARE COSI', aveva tutto il tempo per cambiarle, e non lo ha fatto. Ma Antonini neppure accenna a questo fatto: ci vorrebbe più osservazione, e meno ragionamento. O forse solo più coraggio, e meno piaggeria.