BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 1. Il giorno delle sentenze: lo scudo e Fiat giudicano Berlusconi e Bersani

Pubblicazione:

BerlusconiBersani_R375.jpg


Faccio soltanto notare che, pur avendo questa prerogativa, il Parlamento mandò davanti al giudice diversi parlamentari. Nessuno ricorda lo scandalo Lockheed? Gui e Tanassi finirono davanti al giudice. Il primo venne assolto, il secondo condannato…

Come si spiega invece lo spiazzamento della sinistra davanti al caso Fiat?


Con la teoria del pendolo. Gli esponenti della sinistra, dopo aver fatto i classisti per una vita intera, sono oggi culturalmente subalterni a una visione totalmente alternativa e mercatista.
In realtà, Marchionne fa un ragionamento giusto sul tema della competitività, a livello organizzativo e produttivo, che la sinistra tarda a comprendere. Lo stesso amministratore delegato della Fiat sbaglia però quando usa toni da “padrone delle ferriere” e non riesce a spiegare che in realtà l’azienda è una, dal capo fino all’ultimo dei dipendenti. Per questo dovrebbe essere il primo a fare un sacrificio sul piano degli stipendi, al contrario di quanto sta invece facendo.

Passando al quadro politico generale, l’allargamento della maggioranza in direzione dell’Udc dopo il voto di fiducia non si è verificato, il centrodestra però è comunque fiducioso di poter contare su diversi nuovi arrivi. Ci sono le basi secondo lei per portare a termine la legislatura?
 

Io rimango fedele alle vecchie regole della politica secondo le quali un governo che viene privato del consenso di una parte della sua maggioranza deve inevitabilmente dimettersi. Immaginare di poter governare efficacemente con cinque voti in più è infatti assai più complicato. Da che mondo è mondo le maggioranze tendono ad allargarsi, ma un allargamento costruito sull’acquisto dei singoli parlamentari politicamente non ha alcun significato.

Come va letto secondo lei il “Patto di pacificazione” di Casini all’interno di questo quadro?


È una scelta di grande responsabilità dinnanzi alla decisione di Berlusconi di non aprire una crisi di governo e di non dichiarare che questa maggioranza non c’è più. Il centro approverà quei provvedimenti che condivide senza fare ostruzionismo. Chi sbaglia, comunque, è il Cavaliere. C’è ancora lo spazio per un allargamento vero che passi necessariamente attraverso una crisi di governo. La ricandidatura di Silvio Berlusconi sarebbe garantita…

Se la porta verso il centrodestra rimane aperta si può dire che il Terzo Polo non è più equidistante e che il centrosinistra è ormai più lontano? Sembrano lontani i tempi in cui il leader dei centristi invocava il Cln anti-berlusconiano…


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/01/2011 - Sguardo politico umano (Agostino Maffi)

A me sembra un' intervista intelligente e di grande respiro politico. La politica in questo caso appassiona e vola alto, non è solamente astuzia.

 
13/01/2011 - La scienza di "Geronimo". (celestino ferraro)

La sa lunga Geronimo, anche quand'era "'O Menìsto" la sapeva lunga, non tanto però da razzolar male predicando bene. E' la vita, c'è poco da meravigliarsi. CF

 
13/01/2011 - Politica o connivenza? (Alberto Consorteria)

Non capisco il discorso di Pomicino: il Parlamento abusò della immunità, la corruzione dilagò nel nostro paese, quindi perché difendere un epoca che ci ha caricato solo di una marea di debiti e di pensionati gaudenti in riva al mare e alle slot dei Tabacchi? Piuttosto, la magistratura funziona male, ci vorrebbe un controllo su un certo tipo di inchieste: possibile che ogni PM possa indagare su ogni cosa? Non si può prevedere che su certe cose indaghi solo un determinato ufficio? Anche l'editoriale di Antonini mi sembra molto bizzarro: parla di Tremonti come se il Ministro fosse appena stato eletto in una Italia appena uscita dal patto di Varsavia. Perché se tutte queste cose sono OVVIE (perché lo sono) Tremonti non ha fatto niente? Le cose in Italia stanno così PERCHE' TREMONTI LE HA VOLUTE LASCIARE COSI', aveva tutto il tempo per cambiarle, e non lo ha fatto. Ma Antonini neppure accenna a questo fatto: ci vorrebbe più osservazione, e meno ragionamento. O forse solo più coraggio, e meno piaggeria.