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SCENARIO/ 2. Caldarola: Veltroni-Bersani, appuntamento al Lingotto per dirsi addio

Pubblicazione:venerdì 14 gennaio 2011

bersaniveltroniR400.jpg (Foto)

Giuseppe Fioroni e Paolo Gentiloni, ieri, hanno annunciato il proprio voto contrario alla relazione presentata dal segretario del Pd Pierluigi Bersani, nel corso della direzione nazionale del partito. Con loro, tutti i Modem (di cui i due ex ministri fanno parte), l’ala interna ai democratici che fa riferimento a Walter Veltroni. Dopo le pesanti critiche e la richiesta di dimissioni, i due hanno deciso di rimettere nelle mani del segretario Bersani il proprio mandato di responsabili Pd per il Welfare e per le Comunicazioni. Al momento della conta, tuttavia, i veltroniani hanno deciso di astenersi, mentre Fioroni e Gentiloni hanno ritirato le dimissioni. Cosa sta accadendo nel Pd? La vicenda si esaurisce nella normale dialettica interna, o assistiamo ai prodromi di una vera e propria diaspora? Lo abbiamo chiesto a Peppino Caldarola.

 

Quali nodi interni al Pd sono emersi dalla direzione nazionale di ieri?

 

La direzione di ieri ha portato alla luce uno scontro che andava avanti da parecchio tempo. Quello tra Bersani e due aree del partito: la piccola area prodiana, che protesta per il timore che vengano cancellate le primarie, e un’area molto più grande che fa capo a Veltroni e Fioroni, che sostanzialmente accusa Bersani di spostarsi a sinistra.

 

E’ così? Bersani si sta spostando a sinistra?

 

Bersani, con il suo atteggiamento, ha confermato l’impostazione di questo anno e mezzo di guida. Teso a immaginarsi un partito che guardi ai movimenti di protesta cercando, al contempo, di costruire un’alleanza con il centro. Demolendo, in pratica, tutta la costruzione veltroniana.

 

Qual è, invece, la posizione dei veltroniani?


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COMMENTI
14/01/2011 - Divisioni interne di molto diversa gravità (attilio sangiani)

Il PdL " era " diviso. Con la uscita di G.Fini & C. mi pare più compatto,quasi come fosse PPI ( Partito Popolare Italiano ). Ciò favorisce la collaborazione con la UDC,unica vera erede del Partito Popolare sturziano. Invece il PD è irrimediabilmente diviso come se fosse il tentativo di fusione tra acqua ed olio. Sconta la perniciosa illusione di G.Dossetti ( leggere il libro del Card. Biffi ....),che pensava di "cristianizzare il materialismo dialettico e storico ",seguendo le suggestioni di A.Gramsci. Ormai l'ala di Veltroni/Gentiloni,ecc.,che raccoglie quanto rimane della corrente DC di sinistra,difficilmente potrà continuare nell'equivoco,dopo che ha subito la uscita di Veltroni,Binetti,Dorina Bianchi,ecc.