BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Barcellona: da Ruby a Fiat, non sarà la politica a portarci fuori dalla crisi...

Le inchieste della procura milanese riaccendono lo scontro tra Berlusconi e la magistratura, mentre la sinistra si divide sul referendum Fiat. PIETRO BARCELLONA analizza la crisi e l'incertezza del Paese, proponendo una via d'uscita

Berlusconi e Merchionne (Imagoeconomica)Berlusconi e Merchionne (Imagoeconomica)

Se la parziale bocciatura del legittimo impedimento e le inchieste della procura milanese hanno riacceso l’eterno scontro tra Berlusconi e la magistratura, il referendum Fiat ha fatto emergere senza sconti le divisioni profonde che albergano nel centrosinistra. Si annunciano perciò mesi di grande tensione politica e di incertezza. In questo quadro dagli esiti imprevedibili qual è la strada per uscire da una crisi non più soltanto economica come quella che stiamo attraversando? Secondo il filosofo Pietro Barcellona, già membro del Csm e deputato del Pci, «non possiamo aspettare che qualcuno dall’alto risolva la situazione. È responsabilità di ciascuno, infatti, ridiffondere la democrazia in tutti i corpi sociali».

Partendo dal conflitto politica-giustizia che nel nostro Paese si trascina da anni, quali sono a suo avviso le responsabilità maggiori e le possibili soluzioni?


Senza addentrarmi nel caso particolare di cui si discute da giorni, c’è un rischio che mi preme sottolineare: la magistratura non deve mai sostituirsi alla politica, per il semplice fatto che non ha alcuna legittimazione democratica.
In questi anni l’espansione della giustizia al di là dei propri confini ha certamente costituito una patologia, se però dovessi indicare una cura, non vedrei molte alternative: tocca ai magistrati proporre delle autoriforme, anche se questo è il Paese in cui nessuno sembra in grado di riformarsi. Forse però è giunto il momento di un convegno unitario che vada oltre le riunioni di corrente e che dia inizio a una seria riflessione sugli errori compiuti in questi anni.
La politica, dal canto suo, non può invece esimersi dall’analizzare seriamente i danni procurati dall’eccessiva personalizzazione che Silvio Berlusconi ha portato avanti in questa vicenda.

Lo spaesamento della sinistra nei confronti del caso Fiat è dovuto anche al fatto che il tema della giustizia è diventato per lei centrale nello scontro politico di questi anni? 


In parte è così, anche se il dato più preoccupante è che la sinistra non ha più un’elaborazione propria se si parla di trasformazione del mondo del lavoro e del sistema produttivo, tema che negli anni Settanta era centrale. Il sogno che si coltivava allora era infatti quello che attraverso la democrazia economica si potesse arrivare alla partecipazione dei lavoratori nella progettazione dello sviluppo italiano. Bisognerebbe andare a rileggersi “Da sfruttati a produttori” di Bruno Trentin…

Quando e perché la sinistra ha smesso di fare questo lavoro?


COMMENTI
22/01/2011 - parole semplici (luisella martin)

Non mi importa se Barcellona sia stato o sia di sinistra,se sia comunista o se lo sia stato,se ha votato come me almeno qualche volta, l'importante é che le sue parole sono semplici,chiare,intelligenti e risolutive se ciascuno di noi le accogliesse davvero! Possiamo fare molto per liberarci dal "fango" che sembra soffocarci:possiamo rientrare in noi stessi e assumerci le nostre responsabilità in famiglia,nel lavoro, nelle comunità di fede(l'intervento in TV di Rosy Bindi sulla Comunione di Berlusconi mi ha scioccato!) o politiche o sociali nelle quali ci confrontiamo. Le nostre responsabilità e basta, senza mediare con nessuno e soprattutto senza controllare che anche gli altri lo facciano, prima di noi magari. Scopriremo così di essere concittadini ed eredi di un popolo che fece una guerra terribile e ne pagò le conseguenze,riscattando con il dolore degli innocenti le proprie colpe. Ci ricorderemo, forse, di avere già combattuto il nemico che avevamo in casa e di avere subito perdite maggiori a causa degli amici che venivano a liberarci...e questo forse ci farà meditare e rimpiangeremo parole come pace, perdono, accoglienza,prudenza,rispetto,giustizia,gioia povertà,mitezza,genuinità,onore!

 
17/01/2011 - recuperare il valore "persona" (attilio sangiani)

La testimonianza di Barcellona è importante,ma prova anche la insufficienza della riflessione di esponenti del marxismo-gramscismo sugli errori che hanno portato alla crisi della sinistra marxista. Nemmeno Barcellona ,a mio parere,ha centrato l'obiettivo "culturale-antropologico",che è l'abbandono del materialismo che ha sostenuto i concetti di "massa" e di "lotta di classe",tuttora presenti nella CGIL e nella galassia da Vendola a Rifondazione,ai Comunisti Italiani,ecc. In altre parole: la sinistra deve scoprire l'umanesimo integrale di "Jaques Maritain" ed il "personalismo". Su queste basi può parlare seriamente di "dialogo" tra persone,e non tra "masse".o tra molecole di una società "liquida".