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SCENARIO/ Barcellona: da Ruby a Fiat, non sarà la politica a portarci fuori dalla crisi...

Pubblicazione:lunedì 17 gennaio 2011

Berlusconi e Merchionne (Imagoeconomica) Berlusconi e Merchionne (Imagoeconomica)


Tra gli anni Ottanta e Novanta il presentimento di una crisi storica mise al primo piano la battaglia politica, anche se una delle caratteristiche che fino a quel momento il Pci aveva conservato era quella di costruire le proprie proposte politiche a partire dall’analisi economica e sociale. La società era sempre stata il punto di partenza. La stessa premessa del “compromesso storico” su cui Berlinguer ragionava, ipotizzando la confluenza del mondo cattolico e del movimento operaio in una prospettiva di riscatto nazionale, era infatti un’analisi della debolezza del Paese.
A mio parere il disastro politico che constatiamo oggi deriva invece dal fatto che la società non c’è più. Alla politica interessano soltanto le alleanze possibili e i nemici da abbattere. Se si perde il rapporto con la società si formulano però delle proposte politiche poco plausibili.

Da dove può ripartire la sinistra secondo lei?


Deve innanzitutto avere il coraggio di riprendere in mano la propria storia. Negli ultimi anni, moltissimi di quelli che provenivano dal Pci hanno voluto rinnegare questa appartenenza, ma non credo che questo sia stato un fatto positivo. Se uno, infatti, non ritrova le ragioni della propria militanza non può nemmeno capire dove ha sbagliato.
Il fatto è che la sinistra è stata sconfitta, ma su questo non ha mai voluto riflettere. Fino a quando non lo farà non avrà però futuro. Se invece parliamo del caso Fiat è evidente che occorrono meditazioni profonde in grado di superare antiche rigidità. Devo però anche aggiungere che in questa trattativa Marchionne ha mostrato il volto sgradevole dell’“aut-aut”, la logica peggiore con cui si instaura un dialogo.

All’indomani del voto di Mirafiori c’è secondo lei il rischio che la tensione di queste settimane possa degenerare? Esiste anche un problema di rappresentanza?


Secondo me sì e, purtroppo, l’estremismo è sempre stato legato a una crisi della rappresentanza. Anche il fascismo, ad esempio, fu una disgraziata conseguenza della mancanza di rappresentanza di pezzi della società. Del resto, se una persona non riesce a esprimere ciò che ritiene importante può arrivare a scegliere la strada della violenza.
È un problema che dobbiamo affrontare e che coinvolge i diversi ambiti: dalla famiglia (pensiamo ai casi di violenza famigliare che ultimamente ascoltiamo dalla tv con grande raccapriccio) alla vita collettiva, sia che si parli di economia, di lavoro o di politica. Pensiamo alla semplificazione estrema del nostro sistema politico-elettorale, alla contrapposizione tra bianco e nero che produce inevitabilmente una massa non rappresentata, una “massa critica”. Bisognerebbe poi chiedersi perché la gente apparentemente va in piazza, ma in realtà non si mobilita più…

Cosa intende dire?


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COMMENTI
22/01/2011 - parole semplici (luisella martin)

Non mi importa se Barcellona sia stato o sia di sinistra,se sia comunista o se lo sia stato,se ha votato come me almeno qualche volta, l'importante é che le sue parole sono semplici,chiare,intelligenti e risolutive se ciascuno di noi le accogliesse davvero! Possiamo fare molto per liberarci dal "fango" che sembra soffocarci:possiamo rientrare in noi stessi e assumerci le nostre responsabilità in famiglia,nel lavoro, nelle comunità di fede(l'intervento in TV di Rosy Bindi sulla Comunione di Berlusconi mi ha scioccato!) o politiche o sociali nelle quali ci confrontiamo. Le nostre responsabilità e basta, senza mediare con nessuno e soprattutto senza controllare che anche gli altri lo facciano, prima di noi magari. Scopriremo così di essere concittadini ed eredi di un popolo che fece una guerra terribile e ne pagò le conseguenze,riscattando con il dolore degli innocenti le proprie colpe. Ci ricorderemo, forse, di avere già combattuto il nemico che avevamo in casa e di avere subito perdite maggiori a causa degli amici che venivano a liberarci...e questo forse ci farà meditare e rimpiangeremo parole come pace, perdono, accoglienza,prudenza,rispetto,giustizia,gioia povertà,mitezza,genuinità,onore!

 
17/01/2011 - recuperare il valore "persona" (attilio sangiani)

La testimonianza di Barcellona è importante,ma prova anche la insufficienza della riflessione di esponenti del marxismo-gramscismo sugli errori che hanno portato alla crisi della sinistra marxista. Nemmeno Barcellona ,a mio parere,ha centrato l'obiettivo "culturale-antropologico",che è l'abbandono del materialismo che ha sostenuto i concetti di "massa" e di "lotta di classe",tuttora presenti nella CGIL e nella galassia da Vendola a Rifondazione,ai Comunisti Italiani,ecc. In altre parole: la sinistra deve scoprire l'umanesimo integrale di "Jaques Maritain" ed il "personalismo". Su queste basi può parlare seriamente di "dialogo" tra persone,e non tra "masse".o tra molecole di una società "liquida".