BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CASO RUBY/ Berlusconi: i pm hanno violato la Costituzione. Potrebbero colpire chiunque di voi

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi interviene, in un messaggio ai Promotori della libertà, sul caso Ruby e l’iniziativa dei giudici milanesi.

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi interviene, in un messaggio ai Promotori della libertà, sul caso Ruby e l’iniziativa dei giudici milanesi.

Silvio Berlusconi in un messaggio inviato ai Promotori Libertà, passa all’attacco dei giudici che lo vorrebbero condannare per prostituzione minorile e concussione e denuncia: «i magistrati cercano di sovvertire il voto popolare». Secondo il premier nel corso del caso Ruby è stata messa in piedi un’operazione degna della lotta alla «mafia e la camorra». Per Berlusconi, poi, sarebbero state commesse «violazioni di legge incredibili», «contro i più elementari principi costituzionali».


Si riferisce al fato che «la mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano». Il presidente del Consiglio si mostra sicuro di sé: «Vorrei andare subito dai giudici», spiega. «Ma non posso presentarmi da giudici che non hanno competenza né funzionale né territoriale. I pm di Milano, non sono legittimati ad indagare».


CLICCA >> QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO


COMMENTI
19/01/2011 - siamo alle solite (attilio sangiani)

pensiamo solo un momento: uno qualsiasi dei PM,degli oltre mille che operano nelle Procure della Repubblica,(scambiati, anche da giornalisti ignoranti di diritto,per Giudici ,mentre sono semplicemente "avvocati accusatori pubblici")può mettere in crisi la sovranità popolare ( art. 1° della Costituzione ). Non basterebbe questo per provvedere con un "Legittimo impedimento" alla prosecuzione di un processo penale ( per quelli civili non sussite il problema ) finchè dura la carica ? Il presidente USA Bill Clinton non si dimise. Invece Giovanni Leone,sbagliando,si dimise e permise ad una giornalista ( Camilla Cederna) di prevalere,con calunnie ben architettate,addirittura sulla Presidenza della Repubblica. Poi venne condannata a risarcire i danni morali e materiali agli eredi di Leone,con una sentenza che accertò la calunnia. Anche il presidente francese venne inquisito per reati ben più gravi di quelli ipotizzati per il presidente del consiglio italiano. Ma solo dopo la scadenza della carica si è avviato il processo,di cui oggi non si sa più nulla.