BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ 1. Paperone e la Matrioska, lo scontro che "romperà" l’Italia

Il Palazzo di Giustizia di Milano (Imagoeconomica) Il Palazzo di Giustizia di Milano (Imagoeconomica)


Infatti la storia della sinistra italiana dal 1994 è la storia di una “matrioska” (o serie di “scatole cinesi”) che vede l’ex Pci di volta in volta inglobare la componente maggioritaria secondo il primeggiare di una dialettica incardinata sulla contrapposizione D’Alema-Veltroni. Si comincia con la sostituzione di Occhetto dopo la sconfitta della sua “gioiosa macchina da guerra”: da un lato Massimo D’Alema che sin dal 1989 aveva tallonato Occhetto svolgendo un ruolo frenante e rassicurante in nome della continuità e della salvaguardia della tradizione e diversità comunista, dall’altro Walter Veltroni che recuperava i resti di Occhetto valorizzando le sue rotture e promettendo maggior innovazione.

Si è così impostato il Tom “duro” dal partito-apparato e lo Jerry “buonista” dal partito leggero. Una dialettica reale, ma sostanzialmente - dal punto di vista storico e politico - bloccata nel senso che entrambi si sono nel corso di questi anni “legittimati” fondando la propria identità e vocazione nel richiamo a Enrico Berlinguer e trovandosi insieme “al dunque” - recitando l’uno (Veltroni) la parte del “poliziotto buono” e l’altro (D’Alema) del “poliziotto cattivo” - nell’evitare che potessero emergere  leadership di matrice non comunista, strozzando nella culla ogni emergente non di estrazione comunista ed espellendo o mettendo in cantina, colpo su colpo, riformisti comunisti, riformisti socialisti e riformisti cattolici. L’apertura verso il centro è sempre stata fatta a bocca spalancata e mostrando dentatura possessiva. In modo  strumentale e mai sulla base di una revisione critica.

D’Alema e Veltroni hanno quindi rivaleggiato e si sono contesi la leadership (come primato o della politica o della società civile), ma sempre presentandosi come gli eredi di Berlinguer. Quello di Veltroni era un Berlinguer “kennedyano” e “anticomunista”, quello di D’Alema era un Berlinguer  più primato della politica (ovvero dell’apparato) e dello scontro frontale. Ma il Berlinguer di entrambi era la “diversità” in Italia  e l’“oltre” terzomondista nella condanna del sistema economico e politico dell’Italia repubblicana.

In Italia - questo il loro comune dogma - senza il Pci non vi era stata ricostruzione democratica, ma restaurazione capitalista. Il loro berlinguerismo significa in particolare l’“ultimo Berlinguer”, quello che mette in minoranza nel Pci Napolitano e i “miglioristi” e si contrappone al socialismo europeo condannando la socialdemocrazia “anche quella seria”. Rigido sia in D’Alema sia in Veltroni è sempre stato il richiamo al giustizialismo, la legittimazione ricevuta da “Mani Pulite” e la speranza nell’“arrivo dei nostri” da parte di magistrati.


COMMENTI
21/01/2011 - ma il Governo... (attilio sangiani)

Ma il Governo non è solo Paperon De Paperoni.Fuor di metafora mi pare che gli Italiani abbiano per tre volte dato fiducia al Governo come squadra,più che al presidente.Infatti : Tremonti,Maroni,Sacconi,Brunetta,Gelmini,Galante formano una squadra che altrove ci invidierebbero,se non prevalesse nei loro paesi una atavica invidia verso l'Italia... Spero che,finita la bufera mediatica e parlamentare,questa squadra si salvi.Nel "terzo Polo" e menchemeno nella sinistra di ogni tendenza si possono ravvisare persone alla altezza dei problemi. Sul piano della economia occore rimediare alla cattiva globalizzazione,che fa scappare dall'Italia non solo i " cervelli" ma soprattutto i buoni imprenditori. Ma chi l'ha fatta ? Credo di non sbagliare puntando il dito a Prodi ed ai comunisti fin troppo pentiti,come Bersani,D'Alema & C.,passati dallo statalismo bolscevico al capitalismo più selvaggio. Chi,infatti,ha provatizzato negli anni '90 i grandi monopoli statali e parastatali,come IRI,ENEL,FFSS,POSTE,ecc. passando la mano a capitalisti privati,come in Russia o in Cina ?. Là è rimasta al potere economico la stessa nomenclatura di prima... E in Italia ? Ha ragione il giovane che mi ha preceduto. Però occorre conoscere la genesi dei mali,per non affidare ai male-fattori la cura necessaria. E poi avere pazienza...

 
20/01/2011 - teatrino italia(genere preferito:pochade) (maria schepis)

L'articolo ricorre alla metafora del cartone animato per descrivere l'ormai monotono e monotematico scontro tra la destra e la sinistra.Berlusconi è divenuto il protagonista di una vicenda farsesca a cui si cercano di dare connotazioni alte che nulla hanno a che vedere con la bassezza dei personaggi.Il premier invoca la libertà personale,a suo dire, fortemente contrastata ma dimentica che il suo ruolo esige una compostezza, quantomeno formale, a lui sconosciuta,per le compiacenti signorine si parla di libero arbitrio ma per decidere cosa, il prezzo della loro presenza?La sinistra invoca moralità ma sa di che si tratta?Il dramma vero è questo scontro spudorato e scriteriato il cui unico obbiettivo è il potere,quello strumento che consente ,non "il bene del paese" come sfacciatamente qualcuno ancora si ostina a dire, ma di giostrare per propri fini i destini altrui.Il totale abbattimento di valori ha fatto smarrire la dimensione umana.Cosa potrebbe spingere un plurimilionario settantenne,a cercare un po' di allegria fra le fragili braccia(è un eufemismo)di tante insignificanti e calcolatrici ragazze se non un grande vuoto esistenziale?Certamente non sono dei giganti neanche gli altri teatrantie gli stessi magistrati brillano soprattutto per opportunismo e tempismo. Lo scollamento tra uomini di potere e paese è ormai smisurato,attoniti e silenti assistiamo allo sfacelo.Quando e come finirà?

 
20/01/2011 - E alla gente chi ci pensa? (Marco Claudio Di Buono)

Mentre assistiamo al deprimente spettacolo della politica, mi domando come queste persone sia di centrodestra che di centrosinistra possano mai pensare di risolvere i problemi della gente. Non credo che siamo in una situazione tragica o catastrofica ancora, ma i problemi ci sono: la crisi economica e la globalizzazione fanno chiudere le aziende o le fanno andare via, la disoccupazione che attanaglia soprattutto noi giovani aumenta. Non vedo un futuro roseo, non mi aspetto per forza che lo Stato faccia tutto al posto mio, ma che crei le condizioni perché possa lavorare, costruire una famiglia, vivere insomma. Ho bisogno di segni concreti per poter sperare e non li trovo in questi uomini politici. Dovrebbero avere la decenza e la dignità di farsi da parte, ma sono troppo attaccati al potere.

 
20/01/2011 - Poesie (Diego Perna)

Non so se può essere utile, ma sabato scorso ho assistito alla lettura di poesie in una non grande libreria. Dopo le presentazione di un giovane poeta di circa trent'anni, vista l'atmosfera semplice e cordiale che si era creata nel sentire ciò che un animo umano può esprimere con parole ordinate e messe in rima, ha preso coraggio una ragazzina di diciassette anni e ci ha letto due delle sue poesie che scrive quando non fa i compiti che i professori le assegnano. Sono state per me, le sue poesie, quelle più belle, e alla fine prima che la libreria chiudesse, le ho voluto chiedere, visto che avevano tutte un fondo di tristezza , perchè non ne scrivesse anche di più -gioiose-.Mi ha risposto che è propria la tristezza che la spinge ad esprimersi, quando è contenta non le viene di scrivere.Ho poi pensato che è effettivamente la mancanza percepita di qualcosa o di qualcuno che spinge a cercare il senso e il bello, se si crede di aver tutto, l'aridità prevale e si presume che attraverso il possesso smodato del tutto, si possa realizzare il successo e la vita di un uomo o di una donna, giovani o anziani che siano. Che differenza abissale tra quanto si vede in questi giorni, sarà anche che ci sono dei moralisti, ma la questione, se permettete vola ad un'altezza che per molti politici o giornalisti, è forse difficile da apprezzare. Buona Giornata