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Politica

SCENARIO/ 1. Paperone e la Matrioska, lo scontro che "romperà" l’Italia

Il Palazzo di Giustizia di Milano (Imagoeconomica)Il Palazzo di Giustizia di Milano (Imagoeconomica)


Il fatto che la sinistra italiana sia stata egemonizzata da una dialettica che da un lato rivendicava la continuità con Berlinguer e dall’altro affidava alla magistratura il compito della sconfitta dell’avversario ha creato un vuoto di alternativa nella scena politica. Dal Pci-Pds, vagheggiando un “nuovo Pci”, tra Cosa1 e Cosa2, sono diventati “Democratici di sinistra” e poi “Democratici” sopravalutando la tradizione comunista e sottovalutando la tradizione cattolica e socialista.

Il Tom e Jerry della sinistra italiana è una contrapposizione forte, ma all’interno di un gruppo postcomunista molto autoreferenziale che ha sempre ritenuto comunque il Pci il meglio della storia d’Italia e non ha mai accettato di riconoscere il valore di quanto hanno realizzato i non comunisti. Rimane in D’Alema e Veltroni il mito dell’“Altra Italia” e del ruolo giacobino dei “contropoteri”.

Di fronte a Berlusconi è quindi prevalso un attendismo da parte del Pd che sta rivelando tutta la sua fragilità di fronte all’incalzare da un lato di Vendola e dall’altro dei Di Pietro e Grillo.
Tutte le speranze tornano quindi a essere riposte nella magistratura e cioè che per via giudiziaria si riesca a realizzare nel 2011 ciò che era fallito nel 1994: il bipolarismo imperniato su post-comunismo e post-fascismo.

Riuscirà ad andare in porto il disegno di tornare a prima di Berlusconi, ripristinare la dialettica dell’autunno 1993 - all’ombra di “Mani Pulite” - con un centro-sinistra guidato da D’Alema e un centro-destra guidato da Fini?
Chi attribuisce alle Procure doti da “king maker” dà prova di non poca imprudenza e leggerezza ed è stato già deluso in passato.  Il risultato di Tangentopoli non è stata la dialettica tra ex comunisti ed ex fascisti, ma  la vittoria di Paperon de’ Paperoni.

In oltre diciassette anni con questi due Tom e Jerry - ridendo e scherzando - si sono intanto accumulate macerie nella vita nazionale che sarà impresa non da poco rimuovere e impossibile dimenticare, sanarne ferite e veleni che comunque, allo stato attuale, continuano ogni giorno ad aumentare e a intossicare.

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COMMENTI
21/01/2011 - ma il Governo... (attilio sangiani)

Ma il Governo non è solo Paperon De Paperoni.Fuor di metafora mi pare che gli Italiani abbiano per tre volte dato fiducia al Governo come squadra,più che al presidente.Infatti : Tremonti,Maroni,Sacconi,Brunetta,Gelmini,Galante formano una squadra che altrove ci invidierebbero,se non prevalesse nei loro paesi una atavica invidia verso l'Italia... Spero che,finita la bufera mediatica e parlamentare,questa squadra si salvi.Nel "terzo Polo" e menchemeno nella sinistra di ogni tendenza si possono ravvisare persone alla altezza dei problemi. Sul piano della economia occore rimediare alla cattiva globalizzazione,che fa scappare dall'Italia non solo i " cervelli" ma soprattutto i buoni imprenditori. Ma chi l'ha fatta ? Credo di non sbagliare puntando il dito a Prodi ed ai comunisti fin troppo pentiti,come Bersani,D'Alema & C.,passati dallo statalismo bolscevico al capitalismo più selvaggio. Chi,infatti,ha provatizzato negli anni '90 i grandi monopoli statali e parastatali,come IRI,ENEL,FFSS,POSTE,ecc. passando la mano a capitalisti privati,come in Russia o in Cina ?. Là è rimasta al potere economico la stessa nomenclatura di prima... E in Italia ? Ha ragione il giovane che mi ha preceduto. Però occorre conoscere la genesi dei mali,per non affidare ai male-fattori la cura necessaria. E poi avere pazienza...

 
20/01/2011 - teatrino italia(genere preferito:pochade) (maria schepis)

L'articolo ricorre alla metafora del cartone animato per descrivere l'ormai monotono e monotematico scontro tra la destra e la sinistra.Berlusconi è divenuto il protagonista di una vicenda farsesca a cui si cercano di dare connotazioni alte che nulla hanno a che vedere con la bassezza dei personaggi.Il premier invoca la libertà personale,a suo dire, fortemente contrastata ma dimentica che il suo ruolo esige una compostezza, quantomeno formale, a lui sconosciuta,per le compiacenti signorine si parla di libero arbitrio ma per decidere cosa, il prezzo della loro presenza?La sinistra invoca moralità ma sa di che si tratta?Il dramma vero è questo scontro spudorato e scriteriato il cui unico obbiettivo è il potere,quello strumento che consente ,non "il bene del paese" come sfacciatamente qualcuno ancora si ostina a dire, ma di giostrare per propri fini i destini altrui.Il totale abbattimento di valori ha fatto smarrire la dimensione umana.Cosa potrebbe spingere un plurimilionario settantenne,a cercare un po' di allegria fra le fragili braccia(è un eufemismo)di tante insignificanti e calcolatrici ragazze se non un grande vuoto esistenziale?Certamente non sono dei giganti neanche gli altri teatrantie gli stessi magistrati brillano soprattutto per opportunismo e tempismo. Lo scollamento tra uomini di potere e paese è ormai smisurato,attoniti e silenti assistiamo allo sfacelo.Quando e come finirà?

 
20/01/2011 - E alla gente chi ci pensa? (Marco Claudio Di Buono)

Mentre assistiamo al deprimente spettacolo della politica, mi domando come queste persone sia di centrodestra che di centrosinistra possano mai pensare di risolvere i problemi della gente. Non credo che siamo in una situazione tragica o catastrofica ancora, ma i problemi ci sono: la crisi economica e la globalizzazione fanno chiudere le aziende o le fanno andare via, la disoccupazione che attanaglia soprattutto noi giovani aumenta. Non vedo un futuro roseo, non mi aspetto per forza che lo Stato faccia tutto al posto mio, ma che crei le condizioni perché possa lavorare, costruire una famiglia, vivere insomma. Ho bisogno di segni concreti per poter sperare e non li trovo in questi uomini politici. Dovrebbero avere la decenza e la dignità di farsi da parte, ma sono troppo attaccati al potere.

 
20/01/2011 - Poesie (Diego Perna)

Non so se può essere utile, ma sabato scorso ho assistito alla lettura di poesie in una non grande libreria. Dopo le presentazione di un giovane poeta di circa trent'anni, vista l'atmosfera semplice e cordiale che si era creata nel sentire ciò che un animo umano può esprimere con parole ordinate e messe in rima, ha preso coraggio una ragazzina di diciassette anni e ci ha letto due delle sue poesie che scrive quando non fa i compiti che i professori le assegnano. Sono state per me, le sue poesie, quelle più belle, e alla fine prima che la libreria chiudesse, le ho voluto chiedere, visto che avevano tutte un fondo di tristezza , perchè non ne scrivesse anche di più -gioiose-.Mi ha risposto che è propria la tristezza che la spinge ad esprimersi, quando è contenta non le viene di scrivere.Ho poi pensato che è effettivamente la mancanza percepita di qualcosa o di qualcuno che spinge a cercare il senso e il bello, se si crede di aver tutto, l'aridità prevale e si presume che attraverso il possesso smodato del tutto, si possa realizzare il successo e la vita di un uomo o di una donna, giovani o anziani che siano. Che differenza abissale tra quanto si vede in questi giorni, sarà anche che ci sono dei moralisti, ma la questione, se permettete vola ad un'altezza che per molti politici o giornalisti, è forse difficile da apprezzare. Buona Giornata