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CASO RUBY/ 2. Pecorella: perché per colpire Berlusconi si può violare la privacy?

Il paese si spacca sul caso Ruby, ma per colpire Berlusconi tutto è lecito? Si giustifica un apparato di controllo come quello impiegato dalla procura? Parla GAETANO PECORELLA

Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica)

Chi simpatizza per Berlusconi grida al golpe dei giudici. I suoi nemici condannano il comportamento del «Sultano», del «Drago», il «grottesco Egoarca» che «stringe nelle sue mani il filo del potere economico, politico e mediatico» e che con la sua turpe condotta sta portando l’Italia nel baratro. Eppure, se non si vuol ridurre questa crisi né ad un’astratta disputa sulla moralità, né ad una questione solamente processuale, si arriva di nuovo all’operato di certa magistratura.
Berlusconi ha affermato in video che i giudici stanno violando la Costituzione. La discrezionalità della magistratura è amplissima, ammette Gaetano Pecorella, avvocato penalista, già difensore del premier, nel decidere quando e con quali mezzi mettere sotto controllo il capo del governo. Anche se «un apparato così sproporzionato rispetto alla rilevanza dei fatti non si giustifica se non dal punto di vista di un contrasto politico».

I fatti di cui è accusato il premier Berlusconi riguardano o no il Tribunale dei Ministri?

Direi che il reato di concussione, che sarebbe stato commesso dal premier avvalendosi dell’autorità che gli derivava dall’essere Presidente del Consiglio, non è un reato che possa prescindere dal fatto che l’autore presunto è un soggetto qualificato qual è appunto il Ministro. Mi pare un caso evidente di reato ministeriale, perché è solo avvalendosi della sua qualità che può aver influito sulle decisioni del funzionario (il funzionario della questura che ha ricevuto la telefonata del premier, nel maggio scorso, per agevolare la posizione di Ruby e ottenerne l’affido a Nicole Minetti, ndr).

Berlusconi ha detto che la competenza territoriale è del tribunale di Monza e non di Milano e dunque ha sostenuto di non poter essere convocato da quella procura. Cosa ne pensa?

Il presidente Berlusconi ha fatto quest’affermazione sulla base del semplice fatto che l’episodio che gli viene attribuito, l’aver avuto rapporti sessuali con una minorenne, sarebbe avvenuto ad Arcore e quindi come tale sarebbe certamente di competenza del tribunale di Monza. Anche per quel che riguarda il fatto più grave che gli viene contestato e cioè la concussione, la persona che sarebbe stata concussa - e che per la verità non ha mai detto di esserlo stata - ha ricevuto la telefonata a Sesto San Giovanni e questo farebbe cadere senz’altro la competenza sotto il tribunale di Monza. Sono anch’io convinto che Milano non ha motivo di occuparsene.

«Inquieta lo spiegamento di forze per seguire le tracce di centinaia di ospiti...» dice Aldo Cazzullo nel suo editoriale sul Corriere di ieri. Che continua esortando il premier a lasciare «alla magistratura il proprio lavoro» e a presentarsi ai giudici. Quello della magistratura è un «lavoro» che non suscita alcuna perplessità?
 


COMMENTI
21/01/2011 - Le Pupe, il Presidente e gli utili Idioti.- (Carlo Martinelli)

Mi meraviglio della grulla, generale credulità c.ca quanto pubblicato su B. Dopo Mani Pulite, poi, che qualcosa avrebbe dovuto insegnare! Come si può rimanere così ingenuamente turbati solo dal fango riportato, senza anzitutto indignarsi x le procedure accusatorie assolutamente illegittime nei confronti di un cittadino messo alla gogna mediatica prima d'essere giudicato? Segnale di sentenza già scritta. Ma su questo modo di procedere della Magistratura inquirente nemmeno un chiaro accenno di biasimo dalla grande maggioranza dei vip intervenuti. Mi meraviglio soprattutto degli uomini di Chiesa - con o senza tonaca - magari pur concordi che B. nel suo ruolo di 1° ministro ha tenuto conto dei fondamentali della Chiesa. Dando però x scontato che il premier nel privato sia un puttaniere, a prescindere da prove provate, ovvio. Ma solo sulla base di smargiassate telefoniche sbattute in 1^ pag. senza la minima verifica. Sul caso Boffo la mostraste invece un po' più di spina dorsale! Complimenti sigg. prelati e supervedettes del Cattolicesimo! Si vede che se B. cade avete sottomano un sacco di ricambi in grado di applicare di più e meglio la Dottrina Sociale della Chiesa su tante materie non negoziabili e di offrire coesione sociale all'Italia. Mostrando di essere abbastanza propensi a credere al ciarpame prodotto, svolgete la cosidetta funzione di utili idioti x la la sx italiana, che dal '45 confeziona scandali. Che coraggio cristiano, che testimonianza, che lungimiranza!

 
21/01/2011 - privacy (maria schepis)

In linea di principio il diritto alla privacy va garantito a tutti ed è esagerato il dispiegamento di mezzi per spiare le vicende personali di Berlusconi,è altresì comprensibile il diritto del premier di non presentarsi davanti ai giudici di Milano se le sue presunte violazioni sono avvenute in territorio di pertinenza dei giudici di Monza. Riconosciuti questi due fondamentali diritti, le circostanze ci portano altrove. La privacy del cavaliere, intanto, dovrebbero tutelarla le procaci e spregiudicate ragazze che non perdono occasione per raccontare, con dovizia di particolari, fatti di cui dovrebbero, quanto meno, avere pudore. La suddetta privacy dovrebbero tutelarla i media, anche quelli di proprietà di Berlusconi (praticamente tutti) non offrendo a queste inqualificabili fanciulle i riflettori e non sottolineando né le loro esistenze disgraziate né le loro scelte ciniche. La sua privacy dovrebbe tutelarla lo stesso premier non lanciando più proclami e cercando di governare se ci riesce. Infine, per vivere con maggiore discrezione, potrebbe allontanare certi amici e certe amiche, la sera un buon libro lo rilasserebbe di più, gli costerebbe molto meno e, soprattutto, non racconterebbe a nessuno se lo ha portato anche a letto.