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Politica

CASO RUBY/ 2. Pecorella: perché per colpire Berlusconi si può violare la privacy?

Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica)Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica)

Direi che l’osservazione fatta da Cazzullo è più che corretta, nel senso che tutto sommato, per quello che riguarda il premier, l’episodio che gli viene addebitato non è di nessuna rilevanza penale. Al tempo stesso c’è da dire che lo spiegamento di mezzi utilizzato per monitorare tutti gli ospiti del Presidente del Consiglio, facendo non so in quanto tempo migliaia di intercettazioni telefoniche, è un’attività del tutto sproporzionata rispetto alla rilevanza penale. Quindi una componente di eccezionalità, in quanto si tratta del presidente Berlusconi, nell’inchiesta c’è.

Ha ragione Berlusconi a dire che è stata violata la Costituzione?

Io non so a cosa si sia riferito Berlusconi in particolare. Ma se si tratta - come Berlusconi è convinto e come a me pare giusto - di un reato ministeriale, poiché è la Costituzione a prevedere la procedura e la tutela particolare per i ministri, si sarebbe dovuto procedere in tutt’altro modo. Se così è, avrebbero violato la Costituzione.

La magistratura avrebbe dunque sconfinato dalle sue prerogative?

Le prerogative della magistratura sono, come dire, molto elastiche, anche fino a poter impiegare migliaia di uomini per accertare un reato punibile fino a tre anni. Nulla glielo impedisce. Direi che è venuta meno alle regole costituzionali nel momento in cui avrebbe dovuto, se si tratta di reato ministeriale come sembra, rivolgersi al Parlamento via Tribunale dei Ministri, secondo la procedura nota. Più che aver travalicato le sue prerogative, sussisterebbe una violazione di regole fondamentali come le regole costituzionali che presidiano le attività politiche.

Se risultasse da intercettazioni - non pubblicate, ma a quanto si dice in possesso dei magistrati - che Berlusconi ha avuto rapporti sessuali con una minorenne, cosa cambierebbe?

Sarebbe una sorta di violenza carnale presunta e quindi rappresenterebbe un fatto costituente reato.

L’obbligatorietà dell’azione penale può giustificare che la residenza di un capo di governo interessi un apparato di controllo come quello necessario ad acquisire gli elementi attualmente in possesso della magistratura?
 


COMMENTI
21/01/2011 - Le Pupe, il Presidente e gli utili Idioti.- (Carlo Martinelli)

Mi meraviglio della grulla, generale credulità c.ca quanto pubblicato su B. Dopo Mani Pulite, poi, che qualcosa avrebbe dovuto insegnare! Come si può rimanere così ingenuamente turbati solo dal fango riportato, senza anzitutto indignarsi x le procedure accusatorie assolutamente illegittime nei confronti di un cittadino messo alla gogna mediatica prima d'essere giudicato? Segnale di sentenza già scritta. Ma su questo modo di procedere della Magistratura inquirente nemmeno un chiaro accenno di biasimo dalla grande maggioranza dei vip intervenuti. Mi meraviglio soprattutto degli uomini di Chiesa - con o senza tonaca - magari pur concordi che B. nel suo ruolo di 1° ministro ha tenuto conto dei fondamentali della Chiesa. Dando però x scontato che il premier nel privato sia un puttaniere, a prescindere da prove provate, ovvio. Ma solo sulla base di smargiassate telefoniche sbattute in 1^ pag. senza la minima verifica. Sul caso Boffo la mostraste invece un po' più di spina dorsale! Complimenti sigg. prelati e supervedettes del Cattolicesimo! Si vede che se B. cade avete sottomano un sacco di ricambi in grado di applicare di più e meglio la Dottrina Sociale della Chiesa su tante materie non negoziabili e di offrire coesione sociale all'Italia. Mostrando di essere abbastanza propensi a credere al ciarpame prodotto, svolgete la cosidetta funzione di utili idioti x la la sx italiana, che dal '45 confeziona scandali. Che coraggio cristiano, che testimonianza, che lungimiranza!

 
21/01/2011 - privacy (maria schepis)

In linea di principio il diritto alla privacy va garantito a tutti ed è esagerato il dispiegamento di mezzi per spiare le vicende personali di Berlusconi,è altresì comprensibile il diritto del premier di non presentarsi davanti ai giudici di Milano se le sue presunte violazioni sono avvenute in territorio di pertinenza dei giudici di Monza. Riconosciuti questi due fondamentali diritti, le circostanze ci portano altrove. La privacy del cavaliere, intanto, dovrebbero tutelarla le procaci e spregiudicate ragazze che non perdono occasione per raccontare, con dovizia di particolari, fatti di cui dovrebbero, quanto meno, avere pudore. La suddetta privacy dovrebbero tutelarla i media, anche quelli di proprietà di Berlusconi (praticamente tutti) non offrendo a queste inqualificabili fanciulle i riflettori e non sottolineando né le loro esistenze disgraziate né le loro scelte ciniche. La sua privacy dovrebbe tutelarla lo stesso premier non lanciando più proclami e cercando di governare se ci riesce. Infine, per vivere con maggiore discrezione, potrebbe allontanare certi amici e certe amiche, la sera un buon libro lo rilasserebbe di più, gli costerebbe molto meno e, soprattutto, non racconterebbe a nessuno se lo ha portato anche a letto.