BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CASO RUBY/ 2. Pecorella: perché per colpire Berlusconi si può violare la privacy?

Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi vede nero (Imagoeconomica)

No. Un apparato così sproporzionato rispetto alla rilevanza dei fatti non si giustifica se non dal punto di vista di un contrasto politico. Rientra però nella facoltà che ha la magistratura di impiegare i propri mezzi. In ogni caso appare singolare che con una giustizia così in difficoltà e con processi così vecchi e ritardati, si impieghino tante forze per stabilire se il presidente del Consiglio ha avuto o meno rapporti sessuali con una persona.

E questo può accadere senza che un’autorità, riferendosi il controllo al capo del governo, non ne sappia qualcosa?

La magistratura ha una sua autonomia. Non può e non è tenuta ad informare il ministro degli Interni, se è questo che intende. Quello che dovrebbe o potrebbe accadere è che il capo del governo ne sia informato ma non in quanto la magistratura o chiunque altro lo debba fare. In genere, in un sistema che funzioni bene, il capo del governo di certe notizie dovrebbe essere a conoscenza. Non è accaduto.

Sui giornali si sono visti nomi, cognomi, foto e indirizzi di donne che si sarebbero intrattenute col premier. È possibile che tutto questo accada senza alcuna violazione della privacy?

Assolutamente no e ne costituisce una violazione palese. Credo che sarebbe quanto mai opportuno che il Garante per la privacy intervenisse.

Secondo lei è possibile che il caso Ruby sia parte di un’indagine di più ampio contesto finalizzata ad accertare anche altre responsabilità, più gravi, da parte del premier?

Tutto è possibile. Naturalmente non ho elementi per dirlo e non vedo peraltro quale potrebbe essere. Qui la questione riguarda un’unica persona che faceva nella propria privata dimora quello che riteneva di fare. Poi anche nella propria privata dimora si possono commettere reati, ma non vedo un aggancio più generale con problemi di altra natura.

Lei cosa consiglierebbe a Berlusconi di fare in questa particolare circostanza?

Guardi, interferire con le scelte di altri avvocati non mi pare mai una buona cosa. Personalmente sono sempre stato dell’idea che è meglio chiarire sino in fondo ogni fatto per cui una persona è accusata. È una regola generale, poi ci sono situazioni come questa in cui il capo del governo non va dal magistrato non perché non ci vuole andare, ma perché non lo riconosce come giudice competente. È una scelta ragionevole.

(Federico Ferraù)
 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
21/01/2011 - Le Pupe, il Presidente e gli utili Idioti.- (Carlo Martinelli)

Mi meraviglio della grulla, generale credulità c.ca quanto pubblicato su B. Dopo Mani Pulite, poi, che qualcosa avrebbe dovuto insegnare! Come si può rimanere così ingenuamente turbati solo dal fango riportato, senza anzitutto indignarsi x le procedure accusatorie assolutamente illegittime nei confronti di un cittadino messo alla gogna mediatica prima d'essere giudicato? Segnale di sentenza già scritta. Ma su questo modo di procedere della Magistratura inquirente nemmeno un chiaro accenno di biasimo dalla grande maggioranza dei vip intervenuti. Mi meraviglio soprattutto degli uomini di Chiesa - con o senza tonaca - magari pur concordi che B. nel suo ruolo di 1° ministro ha tenuto conto dei fondamentali della Chiesa. Dando però x scontato che il premier nel privato sia un puttaniere, a prescindere da prove provate, ovvio. Ma solo sulla base di smargiassate telefoniche sbattute in 1^ pag. senza la minima verifica. Sul caso Boffo la mostraste invece un po' più di spina dorsale! Complimenti sigg. prelati e supervedettes del Cattolicesimo! Si vede che se B. cade avete sottomano un sacco di ricambi in grado di applicare di più e meglio la Dottrina Sociale della Chiesa su tante materie non negoziabili e di offrire coesione sociale all'Italia. Mostrando di essere abbastanza propensi a credere al ciarpame prodotto, svolgete la cosidetta funzione di utili idioti x la la sx italiana, che dal '45 confeziona scandali. Che coraggio cristiano, che testimonianza, che lungimiranza!

 
21/01/2011 - privacy (maria schepis)

In linea di principio il diritto alla privacy va garantito a tutti ed è esagerato il dispiegamento di mezzi per spiare le vicende personali di Berlusconi,è altresì comprensibile il diritto del premier di non presentarsi davanti ai giudici di Milano se le sue presunte violazioni sono avvenute in territorio di pertinenza dei giudici di Monza. Riconosciuti questi due fondamentali diritti, le circostanze ci portano altrove. La privacy del cavaliere, intanto, dovrebbero tutelarla le procaci e spregiudicate ragazze che non perdono occasione per raccontare, con dovizia di particolari, fatti di cui dovrebbero, quanto meno, avere pudore. La suddetta privacy dovrebbero tutelarla i media, anche quelli di proprietà di Berlusconi (praticamente tutti) non offrendo a queste inqualificabili fanciulle i riflettori e non sottolineando né le loro esistenze disgraziate né le loro scelte ciniche. La sua privacy dovrebbe tutelarla lo stesso premier non lanciando più proclami e cercando di governare se ci riesce. Infine, per vivere con maggiore discrezione, potrebbe allontanare certi amici e certe amiche, la sera un buon libro lo rilasserebbe di più, gli costerebbe molto meno e, soprattutto, non racconterebbe a nessuno se lo ha portato anche a letto.