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Politica

MONDADORI/ Dietro lo scontro Marina Berlusconi-Saviano, la successione al Cavaliere

Marina BerlusconiMarina Berlusconi

«PUBBLICHIAMO NOI SAVIANO» - Quattro le case editrici che secondo i rumors sarebbero pronte a pubblicare i prossimi libri di Saviano: Feltrinelli, Sellerio, Longanesi Gems e Rizzoli. Per non parlare di Fandango, di cui come editore e autore c’è Veronesi, che si augura «Saviano pensi almeno per dieci minuti a noi, poi deciderà da solo. Dopotutto eravamo interessatissimi a Gomorra, che abbiamo letto in diversi prima che decidesse di darlo alla Mondadori».

Mentre per Elido Fazi, che il 17 febbraio aprirà una collana di saggistica coordinata da Vito Mancuso, ex autore Mondadori, «mi ricordo l'incontro con Saviano. Avrei pubblicato Gomorra di corsa, anche se certo non so se avrebbe venduto altrettanto. A maggior ragione vorrei ora Saviano con noi». Aldo Busi invece, un altro autore Mondadori, intervenuto con un articolo su Dagospia, ricorda a Marina Berlusconi che «il conflitto d'interessi l'ha creato suo padre scendendo in politica, mica Saviano, anzi, mica noi, che prima ancora di essere autori Mondadori siamo dei semplici cittadini e vogliamo mantenere il diritto di dire la nostra sui fatti della politica e del Paese, che le piaccia o no». E domanda provocatoriamente Busi: «Saviano e io, e cento altri, di editori ne troviamo quanti ne vogliamo, ma l'editore Marina Berlusconi su quanti Saviano e quanti Busi può contare se ci perde?».

L’AFFONDO DI ALDO BUSI - Per lo scrittore quindi ogni dichiarazione di Marina Berlusconi mette a rischio il futuro della Mondadori, che per Busi dovrebbe poter andare avanti anche nell’ipotesi in cui Berlusconi scelga di ritirarsi dalla politica, magari restando nelle mani dello stesso attuale proprietario. Quindi l’affondo polemico: «Suggerisco all'imprenditrice Marina Berlusconi di darsi una calmata ideologica da figlia del proprio e solo suo papà facendo come segue: a Segrate, chiami a raccolta tutti i "suoi" autori in un simposio aperto alla stampa e alle televisioni e chieda loro cosa pensano del Primo Ministro e, innanzitutto, quanto sono contenti di avere per referente editoriale un imprenditore della carta stampata che, guarda caso, è anche per l'appunto Primo Ministro».


(Pietro Vernizzi)

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