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SCENARIO/ 1. Quel tabù delle elezioni inevitabili che ci riporteranno al '94

Pubblicazione:lunedì 24 gennaio 2011

Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)


Il segretario del Partito Democratico si sta effettivamente preparando al voto. Le iniziative che sta prendendo, anche quelle propagandistiche come la raccolta di firme contro Berlusconi, vanno senza dubbio in questa direzione.
Lo scandalo Ruby ha invece disinnescato l’iniziativa veltroniana. Il suo appello alla Lega, come dicevamo prima, si è rivelato una speranza più che un’ipotesi concreta, mentre devo dire che il suo discorso politico è stato di una vaghezza sconcertante.

Per quale motivo?


Al di là del fatto che al posto di invocare l’archiviazione del Novecento bisognerebbe, prima o poi, provare a farci i conti, ha riproposto il suo vecchio modello di Pd come se fosse stato un incidente della storia a impedirgli di realizzarlo. In questo senso l’appuntamento della minoranza interna del Pd è stata un’occasione sprecata che non ha aggiunto nulla in termini di chiarezza e di proposta. Si sono sentite invece parole in libertà, come quelle di chi ha paragonato Veltroni a Nenni e Renzi a Craxi…
In generale, il Pd in generale farebbe meglio a interrogarsi sul dato sconcertante indicato dai sondaggi: dopo tutto ciò che è successo Berlusconi è ancora in vantaggio, mentre il principale partito d’opposizione perde terreno su Vendola….

Il caso Ruby nel frattempo ha riportato il Terzo polo in una posizione intransigente nei confronti della maggioranza. Anche questo rende più vicine le elezioni?


Direi di sì. L’atteggiamento dimostrato dai centristi sul “caso Ruby”, il “caso Bondi” e il federalismo lascia pochi dubbi e ridimensiona anche l’allargamento di Berlusconi al gruppo dei cosiddetti “responsabili”. Il cosiddetto allargamento in realtà non si è mai verificato perché si tratta di voti su cui Berlusconi poteva già contare e non è comunque con l’acquisto dei singoli parlamentari che si rende un governo più stabile.
In vista di una stagione di “collaborazione” con un Terzo Polo che non avrebbe fatto mancare il proprio voto nei passaggi cruciali l’“operazione Responsabili” poteva avere senso, oggi invece il governo non sembra davvero in grado di poter contare su “terze gambe”.
Potremmo dire che osservando il quadro politico ci sono tutti gli indizi per dire che le elezioni, anche se rischiano di non risolvere nulla, restano lo sbocco più naturale. Ciononostante, tutte le forze in gioco sembrano avere un’ultima resistenza che per ora sta tenendo lontane le urne. La legislatura è perciò appesa a questo equilibrio precario.

Dopo tutto ciò che emerso, secondo lei Berlusconi punta a candidarsi nuovamente o a fare scelte di altro tipo?


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