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SCENARIO/ 2. Da South Stream al caso Ruby, l'operazione "spacca-Silvio" made in Usa

Pubblicazione:lunedì 24 gennaio 2011

Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa (Foto Ansa) Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa (Foto Ansa)

L’ordine è partito, Silvio Berlusconi va eliminato. È il dicembre del 2008. A luglio 2009, la prima seria avvisaglia. In occasione del G8 a L’Aquila, il quotidiano britannico The Guardian, progressista e molto vicino all’influente Fabian Society, ipotizza addirittura la cacciata dell’Italia dal G8 a favore dell’ingresso della Spagna. In un articolo intitolato “All’interno del G8 crescono le voci di un’espulsione dell’Italia, perché i piani del summit sono caduti nel caos”, il giornale prevede un futuro vertice senza l’Italia, «sostituita dalla Spagna che ha un più alto reddito pro capite» e riporta alcune affermazioni di alti funzionari occidentali, secondo i quali «il G8 è un club, con la sua quota partecipativa da pagare. L’Italia non lo sta facendo». Secondo la fonte citata, «gli italiani - nell’organizzazione del summit - sono stati terribili. Non ci sono né metodi, né programmi».

 

Il giornale scriveva che, negli ultimi giorni, in assenza di iniziative concrete in agenda, gli Usa hanno preso il controllo della situazione, organizzando una «teleconferenza tra gli sherpa, in un ultimo disperato tentativo di inserire degli obiettivi nel summit». Un analista della New York University, Richard Gowan, citato dal giornale, criticò duramente la presidenza di Silvio Berlusconi: «Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è propagandare un’agenda molto sintetica per nascondere il fatto che non hanno realmente un’agenda». Poche settimane e l’esistenza dell’assalto finale al Cavaliere, del resto, viene candidamente preannunciata da Paolo Guzzanti, senatore che ha rotto col premier accusandolo di aver tradito Washington per vendersi a Mosca, sua nemica storica dopo l’avvelenamento mortale a Londra dell’ex spia Litvinenko e il caso Scaramella.

 

Sul suo blog, l’11 settembre del 2009, il senatore fuoriuscito dal Pdl scriveva testualmente: «L’ordine è arrivato dagli Usa: Berlusconi va eliminato. […]. A me già lo disse chiaro e tondo l’ambasciatore Spogli, che andai a salutare quando lasciò l’ambasciata di via Veneto (5 febbraio 2009, ndr): “Vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”. Da allora, un fatto nuovo di enorme gravità si è aggiunto: l’Italia ha silurato il gasdotto Nabucco (che eliminava la fornitura russa passando per Georgia e Turchia) facendo trionfare South Stream, cioè l’oro di Putin. Contemporaneamente Berlusconi organizzava la triangolazione Roma-Tripoli-Mosca associando Gheddafi nell’affare. […]. L’operazione è stata preparata con cura attraverso una campagna mediatica di lavoro al corpo di Berlusconi, basato sulle vicende sessuali, sulle inchieste di mafia e sulla formazione, nell’area moderata, di un’alternativa politica a tre punte: Luca Cordero di Montezemolo, Perferdinando Casini e Gianfranco Fini, ciascuno a suo modo e con le sue vie, ma in una sintonia trasparente. […]. Lo scontro è ravvicinato e mortale. La grande manovra è cominciata, le artiglierie già battono il campo».

 

Il giorno dopo, per i più duri di comprendonio, Guzzanti aggiungeva due particolari illuminanti: «Le grandi inchieste Mani Pulite sono nate dalla polizia Usa (non dalla Cia ma dall’Fbi)» e «il nuovo ambasciatore Usa, David Thorne, che davanti al Senato Usa ha spiegato di essere consapevole dei problemi che dividono Usa e Italia, ieri ha reso visita per mezz’ora a Montecitorio a Gianfranco Fini». È il 20 settembre del 2009, pochi mesi dopo l’incoronazione, e la fase attuativa del piano diventa operativa nel modo più palese e ufficiale. Nel mese di febbraio, Gianfranco Fini sbarca con tutti gli onori a Washington in visita ufficiale in qualità di presidente della Camera. Che il viaggio non fosse di puro protocollo lo ha reso chiaro fin dall’inizio la Speaker del Congresso, Nancy Pelosi: i liberal americani, che hanno sostituito i neo-con repubblicani nelle stanze dei bottoni di Washington, hanno accolto Fini trionfalmente per inviare un segnale ai Palazzi di Roma che contano. Insomma, per l’America il politico italiano più adatto a prendere, quando quel giorno prima o poi verrà, il posto del premier Silvio Berlusconi, risponde al nome di Gianfranco Fini, soprattutto per le sue posizioni sui diritti civili, elemento sottolineato a ogni piè sospinto dalla Pelosi.


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COMMENTI
26/01/2011 - THE ECONOMIST (corrado mazzuzi)

A special report on global leadersJan 20th 2011 | from PRINT EDITION http://www.economist.com/node/17928993 “YOU can do nothing against a conspiracy theory,” sighs Etienne Davignon.... QUALCUNO VADA A RICORDARE A QUESTA SUPERCLASS ILLUMINATA CHE LA TORRE DI BABELE E' GIA' CROLLATA UNA VOLTA...

 
25/01/2011 - è permessa breve replica? (pietro frisone)

di certo i pm (i giudici, ancorchè ad essi "contigui", sono altra cosa) di milano non sono al servizio degli USA. tuttavia, attesa la loro "simpatia" nei confronti del premier, se dovesse arrivare qualche "imbeccata",credo non la lascerebbero cadere (proprio come credo accadde nel caso di Andreotti).

 
24/01/2011 - Uno scoop travestito da romanzetto (Giuseppe Crippa)

Questo romanzetto in sedicesimi ha certo il pregio di incuriosire il lettore e di risultare quindi meno indigesto di articoli di pari lunghezza, ma la tesi che suggerisce è poco credibile. Non è il caso di scomodare nemici oltre atlantico: il nostro premier ne ha anche ben più vicino. Sono “le toghe rosse“. Svelare che questi “giudici comunisti” sono al servizio degli USA è davvero uno scoop!

 
24/01/2011 - andreotti se ne intende (pietro frisone)

mi par di scorgere singolari analogie con il calvario giudiziario che dovette patire andreotti che,imprudente, aveva autorizzato la rimozione del segreto sui documenti relativi all'organizzazione "stay behind", provocando di fatto l'azzeramento della stessa

 
24/01/2011 - W l'Ialia (corrado mazzuzi)

sull'attendibilità o meno del video potremmo anche discuterne, resta comunque il fatto cheObama appena eletto presidente è andato in giro per l'europa snobbando l'Italia (eh...giusto.. noi in fondo non contiamo niente). poi, per quanto mi riguarda, da cattolico dico anche che, viste le sue frequentazioni, come quella ad esempio di mr Terry Richardson, fotografo del mondo della moda...(fotografo?)..., ci va bene essere snobbati! per carità! Che Dio benedica l'Italia!

 
24/01/2011 - come a Mattei,al tempo di Mossadeq.. (attilio sangiani)

aggiungerei un altro tassello: Vi ricordate di Mattei,quando fece un accordo con la Persia di Mossadeq ? E cosa gli successo qualche anno dopo ? Forse ha ragione Andreotti,quando consiglia prudenza a Berlusconi. Ma se Andreotti avesse fatto,a suo tempo, quanto fa Berlusconi oggi ,sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale ,perchè Jalta salvava l'Italia dalla soggezione alla URSS,ma trasferendola dalla brace alla padella... Forse si può ricordare anche la sorte di Aldo Moro,"spiacente a Dio ed agli nimici sui"...

 
24/01/2011 - meno male.... (attilio sangiani)

meno male che c'è qualcuno,informato e attendibile,che fa conoscere la "tela del ragno" stesa tra le due sponde dell'Atlantico per imbavagliare il primo Governo italiano,eletto a grande maggioranza dai cittadini,che "osa" prendere posizioni oggettivamente non allineate agli interessi USA. Anche Craxi ci provò.... . Forse Bottarelli,se ha un canale diretto,potrebbe far sapere a P.F.Casini il contenuto dell'articolo. Congratulazioni.

 
24/01/2011 - evviva i giornali (GIOVANNI PIERONI)

Bravo! Sembra quasi vero!

 
24/01/2011 - youtube - Sivlio Berlusconi Congresso USA 01/03/20 (corrado mazzuzi)

La responsabilità della situazione attuale tra Italia e USA è tutta di Obama & C. che detestano Berlusconi e snobbano l'Italia; guardate il video http://www.youtube.com/watch?v=WiYppEt5QSY