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SCENARIO/ 2. Da South Stream al caso Ruby, l'operazione "spacca-Silvio" made in Usa

Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa (Foto Ansa) Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa (Foto Ansa)

Non si ricorda, in tempi recenti, di presidenti della Camera italiana ricevuti così a lungo da influenti vicepresidenti come Joe Biden, almeno per quanto riguarda le strategie degli Usa in Medio Oriente. E non si ricorda un presidente della Camera ricevuto così a lungo nell’ufficio del Presidente della Commissione esteri del Senato Usa, in questo caso il senatore John Kerry, che oltre a regalargli i gemelli con l’aquila presidenziale e parlare di sport acquatici, dall’alto della sua carica (cioè quella che controlla la borsa che finanzia le decisioni di politica internazionale dell’amministrazione Obama) ha dato anche lui il sigillo al messaggio di endorsement per Fini: questo è il leader che serve all’Italia.

 

D’altronde, a rendere tutto chiaro già nel mese di gennaio ci aveva pensato la bibbia liberale The Nation con un articolo che radiografava la situazione italiana evocando sviluppi poi concretizzatisi e incoronando Gianfranco Fini come salvatore della patria: se Futuro e Libertà cercava un programma, The Nation lo aveva scritto con largo anticipo. L’anno prosegue e cominciano le mosse tattiche di Gianfranco Fini, pronto alla resa dei conti dopo l’endorsement degli ambienti Usa che contano. Il 22 aprile lo strappo che preconizza la rottura: nel corso di una convention del Pdl, il presidente della Camera si leva più di un sassolino dalla scarpa, ricordando il pasticcio delle liste nel Lazio, il processo breve e altre decisioni del governo che ha dovuto ingoiare controvoglia. Silvio Berlusconi ascolta impaziente e appena sale sul palco rende la pariglia punto per punto, concludendo così il suo intervento: «Un presidente della Camera non deve fare dichiarazioni politiche. Gianfranco, se vuoi farle devi lasciare la carica, ti accoglieremmo a braccia aperte nel partito» . Un colpo quasi da ko, a cui Gianfranco Fini risponde invece alzandosi e andando sotto il palco con il dito puntato verso il Cavaliere: «Altrimenti che fai? Mi cacci?».

 

Il dado è tratto, i mesi a venire - complice la pausa estiva - serviranno a spargere veleni (la campagna mediatica sulla famosa casa di Montecarlo) e istituzionalizzare la rottura con la nascita di Futuro e Libertà, passando dal voto di fiducia del 29 settembre e arrivando fino al mese cruciale. Sarà infatti novembre il mese della grande sfida, il vero fuoco di fila preparatorio. Per una volta, WikiLeaks si rivela utile a quegli Usa che vorrebbero Julian Assange a Guantanamo: in Italia abbiamo letto con interesse come per le delegazioni Usa nel nostro paese, infatti, Silvio Berlusconi fosse stanco perché di notte faceva il bunga-bunga invece di dormire (strano tempismo preparatorio e mediatico tra pubblicazione e scoppio dell’inchiesta). Peccato che siano altri i cables interessanti.

 

I documenti segreti del Dipartimento di Stato rivelano infatti che Washington respinge e diffida dell’amicizia tra Berlusconi e Putin, ritenendola “corrosiva” per gli interessi occidentali, perché determina la politica estera italiana e «mette in pericolo la sicurezza energetica europea». I cables affermano che gli Stati Uniti ritengono che Berlusconi, comportandosi da «mediatore tra l’Occidente e la Russia>» spesso difende a spada tratta gli interessi della Russia al di sopra di quelli della Nato, degli Stati Uniti e dell’Europa, «minando i valori umani e democratici promossi dall’Ocse». Tra maggio 2002 e febbraio 2010, almeno 102 documenti rilasciati dal Governo e dalle ambasciate estere degli Stati Uniti (12 dei quali classificati come segreti e il resto come confidenziali) hanno cercato di interpretare e neutralizzare ciò che l’ambasciatore a Roma Ronald P. Spogli ha definito in un cablogramma del 26 gennaio 2009 «una torbida relazione».


COMMENTI
26/01/2011 - THE ECONOMIST (corrado mazzuzi)

A special report on global leadersJan 20th 2011 | from PRINT EDITION http://www.economist.com/node/17928993 “YOU can do nothing against a conspiracy theory,” sighs Etienne Davignon.... QUALCUNO VADA A RICORDARE A QUESTA SUPERCLASS ILLUMINATA CHE LA TORRE DI BABELE E' GIA' CROLLATA UNA VOLTA...

 
25/01/2011 - è permessa breve replica? (pietro frisone)

di certo i pm (i giudici, ancorchè ad essi "contigui", sono altra cosa) di milano non sono al servizio degli USA. tuttavia, attesa la loro "simpatia" nei confronti del premier, se dovesse arrivare qualche "imbeccata",credo non la lascerebbero cadere (proprio come credo accadde nel caso di Andreotti).

 
24/01/2011 - Uno scoop travestito da romanzetto (Giuseppe Crippa)

Questo romanzetto in sedicesimi ha certo il pregio di incuriosire il lettore e di risultare quindi meno indigesto di articoli di pari lunghezza, ma la tesi che suggerisce è poco credibile. Non è il caso di scomodare nemici oltre atlantico: il nostro premier ne ha anche ben più vicino. Sono “le toghe rosse“. Svelare che questi “giudici comunisti” sono al servizio degli USA è davvero uno scoop!

 
24/01/2011 - andreotti se ne intende (pietro frisone)

mi par di scorgere singolari analogie con il calvario giudiziario che dovette patire andreotti che,imprudente, aveva autorizzato la rimozione del segreto sui documenti relativi all'organizzazione "stay behind", provocando di fatto l'azzeramento della stessa

 
24/01/2011 - W l'Ialia (corrado mazzuzi)

sull'attendibilità o meno del video potremmo anche discuterne, resta comunque il fatto cheObama appena eletto presidente è andato in giro per l'europa snobbando l'Italia (eh...giusto.. noi in fondo non contiamo niente). poi, per quanto mi riguarda, da cattolico dico anche che, viste le sue frequentazioni, come quella ad esempio di mr Terry Richardson, fotografo del mondo della moda...(fotografo?)..., ci va bene essere snobbati! per carità! Che Dio benedica l'Italia!

 
24/01/2011 - come a Mattei,al tempo di Mossadeq.. (attilio sangiani)

aggiungerei un altro tassello: Vi ricordate di Mattei,quando fece un accordo con la Persia di Mossadeq ? E cosa gli successo qualche anno dopo ? Forse ha ragione Andreotti,quando consiglia prudenza a Berlusconi. Ma se Andreotti avesse fatto,a suo tempo, quanto fa Berlusconi oggi ,sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale ,perchè Jalta salvava l'Italia dalla soggezione alla URSS,ma trasferendola dalla brace alla padella... Forse si può ricordare anche la sorte di Aldo Moro,"spiacente a Dio ed agli nimici sui"...

 
24/01/2011 - meno male.... (attilio sangiani)

meno male che c'è qualcuno,informato e attendibile,che fa conoscere la "tela del ragno" stesa tra le due sponde dell'Atlantico per imbavagliare il primo Governo italiano,eletto a grande maggioranza dai cittadini,che "osa" prendere posizioni oggettivamente non allineate agli interessi USA. Anche Craxi ci provò.... . Forse Bottarelli,se ha un canale diretto,potrebbe far sapere a P.F.Casini il contenuto dell'articolo. Congratulazioni.

 
24/01/2011 - evviva i giornali (GIOVANNI PIERONI)

Bravo! Sembra quasi vero!

 
24/01/2011 - youtube - Sivlio Berlusconi Congresso USA 01/03/20 (corrado mazzuzi)

La responsabilità della situazione attuale tra Italia e USA è tutta di Obama & C. che detestano Berlusconi e snobbano l'Italia; guardate il video http://www.youtube.com/watch?v=WiYppEt5QSY