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SCENARIO/ 2. Barcellona: i guai di un'Italia bloccata

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Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa)  Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa)

Credo che bisogna meditare a lungo sulle parole di Bagnasco per cercare di coglierne il senso oltre la congiuntura caotica che stiamo attraversando. Le sue parole sono importanti perché spingono a fare una diagnosi del momento attuale e a porsi da un punto di osservazione che non implichi necessariamente uno schierarsi da una parte o dall’altra, non tanto per restare ancorati al pilatesco cerchiobottismo, ma per cogliere in profondità le malattie gravi che affliggono ormai da anni la nostra convivenza civile e politica.

C’è indubbiamente nelle parole di Bagnasco una rappresentazione drammatica dello sgomento della grande maggioranza degli italiani di fronte da una parte allo scenario inquietante di un capo del governo che, oramai senza freni e senza regole, spara a zero su tutte le istituzioni del Paese e, dall’altra, all’ossessivo tentativo dei suoi avversari di farne il simbolo di ogni male della Repubblica.

Certamente mai come in queste ultime settimane la sensazione di un degrado irreversibile del dibattito pubblico ha colpito la capacità del senso comune di trovare una qualche ragione plausibile per spiegare quello che sta accadendo. Mai la vita privata del premier era stata squadernata sotto gli occhi di tutti nella sua ottusa volontà di perseguire ogni forma di piacere privato con disprezzo della dignità delle persone coinvolte nelle carnascialesche feste delle sue ville. Mai era accaduto di vedere un capo di governo intrigato con compagnie acquiescenti e complici in spettacoli in cui la figura femminile e quella di un anziano signore sono presentate come una miserabile complicità fatta di soldi e favori.

Questo spettacolo, tuttavia, è l’esito estremo di un virus che è penetrato nella società italiana dal 1994 in poi con la famosa scesa in campo di Berlusconi che si candidò a governare il Paese non come il leader politico che rappresentava un’altra visione della res pubblica, ma come un proprietario imprenditore che esprimeva una concezione patrimoniale della politica e si proponeva come padrone assoluto di un partito che non aveva niente in comune con le analoghe esperienze, ma si presentava come una diramazione aziendalistica del suo potere di capo. 


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COMMENTI
30/01/2011 - silvio crea posti di lavoro (alessandro luti)

silvio crea veramente occupazione.Se prendiamo per vero la cifra da lui spesa nel corso delle sue vicissitudini giudiziarie(si parla di 200 milioni di euro!)io credo che abbia dato lavoro,creato come si suol dire un indotto,veramente notevole! Sarebbe veramente interessante conoscere delle cifre al riguardo. Tralasciando un attimo i diretti interessati(Ghidini& Co)io credo che decine di persone che si occupano in qualsiasi modo della vicenda giudiziaria di Silvio si augurano che duri il piu' a lungo possibile dato che da lui dipende il loro impiego !!!

 
28/01/2011 - Desiderate l'impossibile 2 (Diego Perna)

..... La cosa peggiore che ci può accadere, non è né il ribaltone né patrimoniale, ma vivere oramai in un paese dove si dice tutto e il suo contrario come fosse la normalità. Questo vuole il potere, qualsiasi colore possa prendere. Chiediamo tutti con forza di vivere in un paese dove la verità e la menzogna siano almeno, anche se con le difficoltà dei casi che si presentano e si presenteranno in futuro, possibilmente riconoscibili. Direi anch’io, per non essere accusato di moralismo, e nemmeno d’ironia, cosa che va oggi molto di moda, -Siamo realisti, desideriamo l’impossibile!-

 
28/01/2011 - Desideriamo l'impossibile 1 (Diego Perna)

Chi mi può dire, tra politici magistrati giornalisti e gente comune, cosa sia la verità? Comincio a credere che sia il potere oggi a decidere quale sia la verità di un fatto, e chi non vi s’adegua è di certo un farabutto e nemico dell’Italia così che andrebbe punito. Lo so, appare banale, insensato, viviamo in un paese democratico, e ciò non succederà (forse) però a me pare che chi ha più forza oramai riesce ad affermare ciò che gli fa più gli conviene, passandolo anche come verità. La questione comincia ad essere preoccupante, chi vuole condannare Berlusconi ha ovviamente i suoi buoni motivi, l'opposizione che non ha la forza di portare avanti idee convincenti, cavalca tutti gli scandali possibili o immaginabili, veri o presunti mentre la maggioranza fa da scudo, nega tutto ciò di cui è accusato da una magistratura naturalmente faziosa e di parte, non ci sono vie di mezzo , o B. è un santo, generoso all'estremo, o un uomo spregevole e anche peggio. Sono perplesso, per non dire confuso e amareggiato,mi piacerebbe che si arrivasse ad un giudizio chiaro, ma occorrerà ancora molto tempo e così assisteremo all'aumentare della confusione, e della verità, tra un pò, non gliene fregherà più niente a nessuno, soprattutto in politica, che è l’arte che si occupa della civile convivenza per eccellenza, e così succederà poi nella vita in genere.

 
28/01/2011 - Il passo indietro (Stefano Montaccini)

Se un'azienda è in crisi perchè il suo management è inadeguato la proprietà ha il dovere di agire a salvaguardia del bene che l'azienda è. Nel caso dell' "azienda" Italia la proprietà sono gli italiani. La situazione attuale mostra evidente che l'attuale management in troppi suoi componenti si è rivelato profondamente inadeguato perchè più interessato al raggiungimento dei propri obbiettivi che a quelli del bene comune. Allora noi chiediamo al management un passo indietro. Escano di scena quelli che hanno mostrato più accanimento nel perseguire il proprio interesse rispetto ad un lavoro appassionato per il bene del popolo. Fini, Casini, Bersani, D'Alema, Bruti Liberati, Bocassini per citare alcuni facciano un passo indietro. Noi chiediamo che con dignità si dimettano e facciano altro. Dopo di loro lasci anche Berlusconi, come suggerisce Barcellona, anche se non ne condivido in toto l'analisi perchè ci sono inoppugnabili meriti da lui acquisiti. Ci sono sicuramente persone a cui noi italiani possiamo chiedere nuove responsabilità del gestire l'Italia.