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Politica

SCENARIO/ 2. Barcellona: i guai di un'Italia bloccata

Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa)Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa)


È proprio da questa logica che deriva la desertificazione della vita politica che non riesce a proporre agli italiani alcuna seria differenza di programmi e contenuti sulle questioni più brucianti della vita quotidiana. Né basterebbe obiettare che in questi anni si sono pure realizzate delle riforme come quella della scuola e dell’università, giacché quasi tutte sono state il frutto di puri calcoli contabili senza alcun vero progetto culturale e senza alcuna capacità di coinvolgere i destinatari in una seria riflessione sul miserevole stato delle cose esistenti in tutti i campi della vita pubblica.

Per queste ragioni Berlusconi è certamente la causa di una profonda malattia sociale che ha neutralizzato ogni esperienza di autentica partecipazione politica e che ha rappresentato invece la faccia pubblica del consumismo sfrenato e della competizione egoistica fra i cittadini di una comunità che, come ricordava Bagnasco, ha perso il senso di ogni comune destino.

Paradossalmente la concezione patrimonialistica e aziendalistica della politica corrisponde al progressivo attenuarsi di ogni visione del bene comune e di ogni ricerca di senso capace di muovere gli italiani verso modelli più autentici e consapevoli di rapporto con se stessi e con gli altri. L’epoca di Berlusconi è sotto questo profilo un’epoca di povertà e volgarità che occorre fermare al più presto per impedire che l’intero Paese sia travolto da un declino mentale e antropologico sempre più vicino alla soglia di irreversibilità.

Un giudizio così severo non può tuttavia condurre all’identificazione di Berlusconi con il capro espiatorio il cui sacrificio consente un immediato ripristino delle antiche virtù repubblicane.
Come Bagnasco ha sottolineato, è certamente un’anomalia italiana il ruolo improprio  che la magistratura inquirente ha finito con l’assumere nella vita collettiva.


COMMENTI
30/01/2011 - silvio crea posti di lavoro (alessandro luti)

silvio crea veramente occupazione.Se prendiamo per vero la cifra da lui spesa nel corso delle sue vicissitudini giudiziarie(si parla di 200 milioni di euro!)io credo che abbia dato lavoro,creato come si suol dire un indotto,veramente notevole! Sarebbe veramente interessante conoscere delle cifre al riguardo. Tralasciando un attimo i diretti interessati(Ghidini& Co)io credo che decine di persone che si occupano in qualsiasi modo della vicenda giudiziaria di Silvio si augurano che duri il piu' a lungo possibile dato che da lui dipende il loro impiego !!!

 
28/01/2011 - Desiderate l'impossibile 2 (Diego Perna)

..... La cosa peggiore che ci può accadere, non è né il ribaltone né patrimoniale, ma vivere oramai in un paese dove si dice tutto e il suo contrario come fosse la normalità. Questo vuole il potere, qualsiasi colore possa prendere. Chiediamo tutti con forza di vivere in un paese dove la verità e la menzogna siano almeno, anche se con le difficoltà dei casi che si presentano e si presenteranno in futuro, possibilmente riconoscibili. Direi anch’io, per non essere accusato di moralismo, e nemmeno d’ironia, cosa che va oggi molto di moda, -Siamo realisti, desideriamo l’impossibile!-

 
28/01/2011 - Desideriamo l'impossibile 1 (Diego Perna)

Chi mi può dire, tra politici magistrati giornalisti e gente comune, cosa sia la verità? Comincio a credere che sia il potere oggi a decidere quale sia la verità di un fatto, e chi non vi s’adegua è di certo un farabutto e nemico dell’Italia così che andrebbe punito. Lo so, appare banale, insensato, viviamo in un paese democratico, e ciò non succederà (forse) però a me pare che chi ha più forza oramai riesce ad affermare ciò che gli fa più gli conviene, passandolo anche come verità. La questione comincia ad essere preoccupante, chi vuole condannare Berlusconi ha ovviamente i suoi buoni motivi, l'opposizione che non ha la forza di portare avanti idee convincenti, cavalca tutti gli scandali possibili o immaginabili, veri o presunti mentre la maggioranza fa da scudo, nega tutto ciò di cui è accusato da una magistratura naturalmente faziosa e di parte, non ci sono vie di mezzo , o B. è un santo, generoso all'estremo, o un uomo spregevole e anche peggio. Sono perplesso, per non dire confuso e amareggiato,mi piacerebbe che si arrivasse ad un giudizio chiaro, ma occorrerà ancora molto tempo e così assisteremo all'aumentare della confusione, e della verità, tra un pò, non gliene fregherà più niente a nessuno, soprattutto in politica, che è l’arte che si occupa della civile convivenza per eccellenza, e così succederà poi nella vita in genere.

 
28/01/2011 - Il passo indietro (Stefano Montaccini)

Se un'azienda è in crisi perchè il suo management è inadeguato la proprietà ha il dovere di agire a salvaguardia del bene che l'azienda è. Nel caso dell' "azienda" Italia la proprietà sono gli italiani. La situazione attuale mostra evidente che l'attuale management in troppi suoi componenti si è rivelato profondamente inadeguato perchè più interessato al raggiungimento dei propri obbiettivi che a quelli del bene comune. Allora noi chiediamo al management un passo indietro. Escano di scena quelli che hanno mostrato più accanimento nel perseguire il proprio interesse rispetto ad un lavoro appassionato per il bene del popolo. Fini, Casini, Bersani, D'Alema, Bruti Liberati, Bocassini per citare alcuni facciano un passo indietro. Noi chiediamo che con dignità si dimettano e facciano altro. Dopo di loro lasci anche Berlusconi, come suggerisce Barcellona, anche se non ne condivido in toto l'analisi perchè ci sono inoppugnabili meriti da lui acquisiti. Ci sono sicuramente persone a cui noi italiani possiamo chiedere nuove responsabilità del gestire l'Italia.