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SCENARIO/ 2. Barcellona: i guai di un'Italia bloccata

Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa) Silvio Berlusconi in tribunale (Ansa)


Non è solo l’evidente sovrabbondanza di indagini sulla vita privata di Berlusconi nell’ultima iniziativa della procura milanese a colpire chi prova a mettersi in una posizione di distanza dal brutale scontro politico in atto.

Certo, personalmente non posso non chiedermi come mai in questi anni a Berlusconi siano stati contestati quasi tutti i reati del codice penale: dalla complicità mafiosa con i poteri criminali, che si muovono sotto la superficie della nostra vita pubblica, alla truffa e alla corruzione di magistrati.

Se si prova a ricostruire le vicende giudiziarie che hanno provato a mettere sotto accusa Berlusconi, non si può non restare colpiti dalla eterogeneità dei capi di accusa che di volta in volta sono stati messi in campo e che hanno sviluppato ogni volta campagne pubbliche di inaudito accanimento.

È certo singolare che la stessa persona sia stata oggetto di campagne di stampa per presunti reati commessi nel corso della propria attività sia sul terreno della partecipazione diretta o indiretta alla azione eversiva della criminalità mafiosa, sia per aver compiuto truffe economiche di grandi dimensioni ricorrendo alla corruzione di magistrati e influendo illecitamente sui processi che riguardano e riguardavano la sua attività di imprenditore.

Se si considera che tutti questi capi di accusa sono stati immediatamente utilizzati dalla stampa e offerti al pubblico ludibrio attraverso trasmissioni “specializzate” nell’imbastire processi mediatici nei confronti del premier, non si può non restare colpiti dalla costanza dell’azione giudiziaria mediatica volta a delegittimare sotto ogni aspetto la figura del capo del governo.


COMMENTI
30/01/2011 - silvio crea posti di lavoro (alessandro luti)

silvio crea veramente occupazione.Se prendiamo per vero la cifra da lui spesa nel corso delle sue vicissitudini giudiziarie(si parla di 200 milioni di euro!)io credo che abbia dato lavoro,creato come si suol dire un indotto,veramente notevole! Sarebbe veramente interessante conoscere delle cifre al riguardo. Tralasciando un attimo i diretti interessati(Ghidini& Co)io credo che decine di persone che si occupano in qualsiasi modo della vicenda giudiziaria di Silvio si augurano che duri il piu' a lungo possibile dato che da lui dipende il loro impiego !!!

 
28/01/2011 - Desiderate l'impossibile 2 (Diego Perna)

..... La cosa peggiore che ci può accadere, non è né il ribaltone né patrimoniale, ma vivere oramai in un paese dove si dice tutto e il suo contrario come fosse la normalità. Questo vuole il potere, qualsiasi colore possa prendere. Chiediamo tutti con forza di vivere in un paese dove la verità e la menzogna siano almeno, anche se con le difficoltà dei casi che si presentano e si presenteranno in futuro, possibilmente riconoscibili. Direi anch’io, per non essere accusato di moralismo, e nemmeno d’ironia, cosa che va oggi molto di moda, -Siamo realisti, desideriamo l’impossibile!-

 
28/01/2011 - Desideriamo l'impossibile 1 (Diego Perna)

Chi mi può dire, tra politici magistrati giornalisti e gente comune, cosa sia la verità? Comincio a credere che sia il potere oggi a decidere quale sia la verità di un fatto, e chi non vi s’adegua è di certo un farabutto e nemico dell’Italia così che andrebbe punito. Lo so, appare banale, insensato, viviamo in un paese democratico, e ciò non succederà (forse) però a me pare che chi ha più forza oramai riesce ad affermare ciò che gli fa più gli conviene, passandolo anche come verità. La questione comincia ad essere preoccupante, chi vuole condannare Berlusconi ha ovviamente i suoi buoni motivi, l'opposizione che non ha la forza di portare avanti idee convincenti, cavalca tutti gli scandali possibili o immaginabili, veri o presunti mentre la maggioranza fa da scudo, nega tutto ciò di cui è accusato da una magistratura naturalmente faziosa e di parte, non ci sono vie di mezzo , o B. è un santo, generoso all'estremo, o un uomo spregevole e anche peggio. Sono perplesso, per non dire confuso e amareggiato,mi piacerebbe che si arrivasse ad un giudizio chiaro, ma occorrerà ancora molto tempo e così assisteremo all'aumentare della confusione, e della verità, tra un pò, non gliene fregherà più niente a nessuno, soprattutto in politica, che è l’arte che si occupa della civile convivenza per eccellenza, e così succederà poi nella vita in genere.

 
28/01/2011 - Il passo indietro (Stefano Montaccini)

Se un'azienda è in crisi perchè il suo management è inadeguato la proprietà ha il dovere di agire a salvaguardia del bene che l'azienda è. Nel caso dell' "azienda" Italia la proprietà sono gli italiani. La situazione attuale mostra evidente che l'attuale management in troppi suoi componenti si è rivelato profondamente inadeguato perchè più interessato al raggiungimento dei propri obbiettivi che a quelli del bene comune. Allora noi chiediamo al management un passo indietro. Escano di scena quelli che hanno mostrato più accanimento nel perseguire il proprio interesse rispetto ad un lavoro appassionato per il bene del popolo. Fini, Casini, Bersani, D'Alema, Bruti Liberati, Bocassini per citare alcuni facciano un passo indietro. Noi chiediamo che con dignità si dimettano e facciano altro. Dopo di loro lasci anche Berlusconi, come suggerisce Barcellona, anche se non ne condivido in toto l'analisi perchè ci sono inoppugnabili meriti da lui acquisiti. Ci sono sicuramente persone a cui noi italiani possiamo chiedere nuove responsabilità del gestire l'Italia.