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LETTERA/ A chi giova tutto il polverone del Rubygate?

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C’è tanto di vero, in questa sintesi involontariamente feroce di Lele Mora sul conto di Berlusconi. L’uomo più potente e, senz’altro a sentir lui, più amato d’Italia, la sera aveva bisogno di Lele Mora per riempire i vuoti. Vuoti di vita, più ancora che di sesso: “Poi se un signore che ha voglia di accerchiarsi di gioventù perché così magari si sente vivo di più…cosa c’è di male?”, ha chiosato Mora. Già: niente di male. C’è solo il niente, niente di niente.

 

Ecco: per questa ragione, per questa sua ormai disvelata, estrema debolezza nel massimo del potere, per questa sua maniacalità emotiva, più ancora che fisica, difficilmente Berlusconi potrà più far breccia nella stima, se non nel cuore, di quegli italiani, e sono tanti, che ancora non lo apprezzano. Per molto meno in America Bill Clinton, da presidente, fu messo in croce; per cose simili Richard Nixon si vide inchiodare dal celebre slogan: “Comprereste un’auto usata da quest’uomo?” stampato sotto un suo primo piano. Oggi, a una domanda simile riferita a Berlusconi, una metà degli italiani risponderebbe, forse: “Comprarla no, ma se ce la regala, visto quant’è generoso, ce la prendiamo…”.

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