BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Berlusconi preferisce una "famiglia allargata" ai diktat di Bossi e Casini

Che cosa porterà il nuovo anno, dopo l’offensiva della sfiducia respinta dal governo? Probabilmente non ci saranno gli allargamenti di cui si parla da tempo, ma sulle riforme potrebbe davvero aprirsi una stagione nuova. L'analisi di ANGELO PICARIELLO

berlusconi_bossi_strategiaR375.jpg (Foto)

Che cosa porterà il nuovo anno, dopo l’offensiva della sfiducia respinta dal governo? La risposta è secca: niente. Niente, se la domanda è riferita al possibile allargamento all’Udc e all’ingresso di nuovi ministri, magari per rimpiazzare Sandro Bondi dato da molti sull’orlo del crollo, come la mura di Pompei, ma invece destinato a resistere.

Niente di tutto questo all’orizzonte. Gianfranco Rotondi dice efficacemente che a Berlusconi i democristiani piacciono, sì, ma quando arrivano ad uno ad uno, non tutti  insieme. E la conferma è il proliferare nel Pdl di ditte individuali tutte più o meno di stampo post-dc, e tutte più o meno finalizzate a fare da pista di atterraggio morbido per la fuga dall’Udc (o dall’Mpa di Lombardo, o dai finiani). Mentre resta in campo un’innaturale divisione, in Italia, di formazioni che siedono insieme e senza imbarazzi nei banchi del Partito popolare europeo, come non si stanca mai di sottolineare il capogruppo a Strasburgo Mario Mauro.

Se la domanda (che cosa porterà il nuovo anno?) è invece riferita a possibili convergenze programmatiche, le novità potrebbero non mancare e anzi essere interessanti. Persino maggiori di quelle che potrebbe comportare l’eventuale ingresso dell’Udc, che invece mi sentirei di escludere. Perché comporterebbe una perdita di credibilità nei confronti dell’opinione pubblica e soprattutto nei confronti dell’elettorato di riferimento che lo ha votato per fare opposizione, intelligente e intransigente al tempo stesso.


COMMENTI
03/01/2011 - ALLARGHIAMOCI SULLA FAMIGLIA !!! (Achille Cilea)

Concordo in toto:l’allargamento necessario va fatto sulla famiglia con figli. Su questo tema alzare steccati tra laici e cattolici serve solo ad agitare le acque e così giustificare il “non fare nulla”-Allarghiamoci dunque sulla famiglia e su di essa rimoduliamo il sistema fiscale,anche partendo dalla riduzione del numero di aliquote (23% e 33%) che semplifica ma che senza correttivi imbroglia (i redditi bassi risparmierebbero circa 30 €/mese;quelli medi circa 200 €/mese:quelli alti oltre 1000 €/mese) introducendo una redistribuzione nascosta. Per non prendere in giro la gente ed essere consequenziali al programma elettorale ed alle continue dichiarazioni,basta decidere ed affermare con chiarezza che tra quelli che ci devono guadagnare ci sono le famiglie con figli a carico e dirottare i risparmi verso il “quoziente familiare” o altro meccanismo simile- Le risorse necessarie si possono recuperare con una scelta contestuale di lieve rimodulazione degli scaglioni tariffari,mantenendo la progressività dell’imposta prevista dalla Costituzione. Achille Cilea (cileaachille@alice.it)