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SCENARIO/ Berlusconi preferisce una "famiglia allargata" ai diktat di Bossi e Casini

berlusconi_bossi_strategiaR375.jpg (Foto)


Un’operazione, quindi, che Casini  non può permettersi, salvo pagare poi un forte tributo elettorale, nonostante le propensioni a riaprire il dialogo con la maggioranza che vengono dalla componente iper-cattolica del partito composta da Binetti, Volonté, Santolini e dallo stesso Buttiglione. Un dialogo che però può persino più proficuamente, come detto, riaprirsi sui singoli temi, a partire dal quoziente familiare. 

Lo  avevamo provato a sottolineare qualche mese fa, subito smentiti dalle polemiche col Qurinale seguite alla bocciature del  lodo Alfano da parte della Consulta: il migliore alleato di Berlusconi non può che essere proprio Giorgio Napolitano, interessato non meno che lui a una normale conclusione della legislatura e alla realizzazione di significative riforme. Ora finalmente, dopo il discorso alle alte cariche di Napolitano, sembra averlo capito anche Berlusconi che dal Colle non può che arrivare un incoraggiamento a che in Parlamento si realizzi una convergenza ampia su importanti obiettivi. A patto che l’agenda delle priorità cambi: dalla giustizia-ossessione alla ripresa economica di un Paese quasi in ginocchio.

Un altro aiuto, indiretto quanto forte, a un sussulto di dignità e di consapevolezza della politica è arrivato dal presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco. Che, intervistato da Radio Vaticana, ha rivolto ai politici cattolici un «incoraggiamento» e un «invito» a essere «sempre di più e sempre meglio una presenza incisiva, efficace, per il bene di tutti. A portare quindi il proprio contributo, chiaro, argomentato, nelle diverse sedi politiche, per poter arricchire - al piu’ presto - il mondo politico, quindi il servizio al bene nazionale, di nuove intelligenze, di nuovi soggetti, di nuove preparazioni».


COMMENTI
03/01/2011 - ALLARGHIAMOCI SULLA FAMIGLIA !!! (Achille Cilea)

Concordo in toto:l’allargamento necessario va fatto sulla famiglia con figli. Su questo tema alzare steccati tra laici e cattolici serve solo ad agitare le acque e così giustificare il “non fare nulla”-Allarghiamoci dunque sulla famiglia e su di essa rimoduliamo il sistema fiscale,anche partendo dalla riduzione del numero di aliquote (23% e 33%) che semplifica ma che senza correttivi imbroglia (i redditi bassi risparmierebbero circa 30 €/mese;quelli medi circa 200 €/mese:quelli alti oltre 1000 €/mese) introducendo una redistribuzione nascosta. Per non prendere in giro la gente ed essere consequenziali al programma elettorale ed alle continue dichiarazioni,basta decidere ed affermare con chiarezza che tra quelli che ci devono guadagnare ci sono le famiglie con figli a carico e dirottare i risparmi verso il “quoziente familiare” o altro meccanismo simile- Le risorse necessarie si possono recuperare con una scelta contestuale di lieve rimodulazione degli scaglioni tariffari,mantenendo la progressività dell’imposta prevista dalla Costituzione. Achille Cilea (cileaachille@alice.it)