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CASO RUBY/ Minetti nei guai per i versamenti di Berlusconi sul suo conto

Nicole Minetti Nicole Minetti

 

 

«HO SOLO 25 ANNI» - Il giornalista Paolo Colonnello lo descrive come un colloquio di tre ore e mezzo, con alcuni momenti tesi e altri più rilassati, e con svariati «mi avvolgo della facoltà di non rispondere», soprattutto per quanto riguardava la posizione di Silvio Berlusconi. La difesa della Minetti ha fatto leva sull’elemento psicologico del reato: l’inconsapevolezza cioè che la sua condotta comportasse la commissione di reati. «Ho solo 25 anni...», aveva insistito nelle sue interviste dell’ultima settimana. Dunque la Minetti ha ammesso di essersi occupata degli appartamenti di via Olgettina, quattro dei quali erano intestati a lei, per ospitarvi le ragazze che frequentavano le serate di Villa San Martino, nonché di aver ricevuto i versamenti da Spinelli.
 

«NON SONO UNA MAITRESSE» - Due fatti già del resto sarebbero emersi con sufficiente evidenza sia dalle intercettazioni telefoniche, sia dalle ricevute sugli affitti trovati nel suo appartamento. Minetti ha ammesso anche di aver telefonato e fissato appuntamenti alle ragazze che partecipavano alle feste. Ma ha negato il ruolo di «maitresse», sostenendo che tutto ciò lo avrebbe fatto senza alcuna consapevolezza di stare commettendo i reati di favoreggiamento e induzione alla prostituzione, di cui è accusata con Emilio Fede e Lele Mora. Il fatto poi che Berlusconi pagasse le sue ospiti, Minetti l’avrebbe spiegato come un semplice fatto di «generosità». Dalle intercettazioni emerge inoltre che la Minetti diceva del premier: «Lui non mi telefona...non mi parla, deve capire che io non sono come tutte le altre».