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Politica

SCENARIO/ 1. Folli: elezioni anticipate, l'unico "armistizio" possibile

D’Alema ha invitato ieri tutte le forze di opposizione a costruire un’alleanza costituente per un governo di responsabilità nazionale in grado di superare il berlusconismo. Le urne rappresentano la soluzione naturale per uscire da questa emergenza? L'analisi di STEFANO FOLLI

Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

«Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare l'impasse e il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate». Con queste parole Massimo D’Alema ha invitato ieri tutte le forze di opposizione a costruire un’“alleanza costituente” per un governo di “responsabilità nazionale” in grado di superare il berlusconismo. «Che si realizzi o meno questo tipo di coalizione - dice Stefano Folli a IlSussidiario.net -, il dato politico interessante, a mio parere, è la convergenza comune che si registra negli ultimi giorni nell’indicare le urne come la soluzione naturale per uscire da questa emergenza. Difficile dire se nascerà un cartello all’insegna del “tutti contro Berlusconi”, ma nemmeno il Presidente del Copasir sembra subordinare la strada del voto alla realizzazione di questa alleanza».

Non sembra esserci spazio quindi per quella tregua tra le istituzioni e le coalizioni indicata da De Bortoli come l’unica alternativa possibile alle elezioni anticipate, seppur con una legge elettorale sbagliata?

Non vedo sinceramente alcuna possibilità di armistizio, anche se è giusto e condivisibile che il direttore del Corriere della Sera lo auspichi. D’altra parte, stiamo attraversando una fase estremamente pericolosa nella quale il logoramento delle istituzioni sta provocando un profondo senso di smarrimento nel Paese.
Per quanto riguarda la legge elettorale, l’ipotesi di un cambio a breve termine si è dimostrata invece velleitaria e strumentale a chi in questi mesi cercava di costruire maggioranze alternative.

A proposito di istituzioni, l’ultimo sondaggio di Mannheimer rileva un preoccupante calo della fiducia del Paese nei loro confronti, con la sola esclusione del Quirinale. Anche questo è un indizio che potrebbe avvicinare le elezioni?

Direi di sì. D’altra parte è indubbio che, mentre un potere dello Stato come la magistratura si consuma nella guerra contro Berlusconi e il premier stesso concentra le proprie energie nello scontro con i giudici e il Presidente della Camera, l’unico punto di equilibrio e di riferimento sia il Presidente della Repubblica. Sinceramente non vedo alternative valide al voto se si vuole evitare il collasso. Il Quirinale, in ogni caso, farà le sue valutazioni e continuerà a svolgere una funzione di indirizzo per condurre il Paese fuori da questa crisi.  

Il duello tra le piazze che si preannunciava per il 13 febbraio a Milano, con il Pdl a manifestare contro la procura e Santoro a difendere i giudici, dovrebbe saltare. È una buona notizia?


COMMENTI
31/01/2011 - Lega autonoma ? (attilio sangiani)

penso che la Lega potrebbe partecipare alle elezioni in modo autonomo,con un programma analogo a quello del PdL. Poi,ad elezioni concluse,sarebbero i programmi ad indirizzare le alleanze. In tal modo si ricompetterebbe il centro-destra,senza legare prematuramente la Lega a Berlusconi. Tuttavia se il PdL indicasse come candidato premier altro personaggio,come Tremonti,ad esempio,o Maroni,il "centtro destra" si presenterebbe compatto e vincente agli elettori.