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SCENARIO/ Folli: a Berlusconi i conti non tornano...

Pubblicazione:mercoledì 5 gennaio 2011

berlusconi_bossi-calderoliR375.jpg (Foto)

All’indomani della tanto attesa “cena degli ossi” sulle Dolomiti, a cui hanno partecipato Bossi, Tremonti e Calderoli, i nodi da sciogliere nel centrodestra restano gli stessi del 14 dicembre. La maggioranza che ha saputo superare la prova della fiducia è davvero in grado di governare? Si verificherà l’allargamento al centro o l’ipotesi più probabile resta quella delle elezioni in primavera? «Entro poche settimane tutto sarà chiarito - dice Stefano Folli a IlSussidiario.net -. Nel frattempo, ogni appuntamento continuerà a caricarsi di aspettative eccessive, come se da un momento all’altro dovesse esserci la “resa dei conti” finale. Non siamo però in un film western, la situazione è un po’ più complicata».

Almeno quella dell’ingresso dell’Udc nel governo è un’ipotesi che possiamo escludere?


Diciamo che in questo momento il Terzo Polo rappresenta per i centristi una convenienza più tattica che strategica. Se da un lato sono intenzionati a tenere i piedi nell’area moderata, dall’altro, pur rispettando i consigli della Chiesa, dal punto di vista parlamentare non hanno alcun interesse a entrare in una maggioranza così logorata. Per questo, al massimo, potrebbero offrire a Berlusconi un appoggio esterno, per la verità un po’ svogliato. Ma se il “problema” per Casini finisce qui, lo stesso non si può dire per Berlusconi. Il premier deve consolidare i numeri dell’esecutivo e il fatto di non esserci ancora riuscito continua a esporlo alle pressioni di Bossi. 

Nel frattempo, l’ipotesi di far dimettere i ministri dal ruolo di parlamentare, continuando ad acquisire singoli deputati, non sembra risolutiva…


Direi proprio di no. Il problema infatti non è quanto potrebbe durare la maggioranza, ma quali margini avrebbe per affrontare le grandi riforme che attengono alla vita economico-sociale del Paese. Bossi l’ha capito e ha paura di rimetterci l’osso del collo dal punto di vista elettorale, anche perché la bandiera federalista non sarà utilizzabile ancora per molto…

Cosa intende dire?


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COMMENTI
06/01/2011 - Punti di vista (Diego Perna)

Qualche giorno fa Berlusconi ci rincuorava tutti dicendo che entro il 2012 l'economia italiana sarebbe tornata ai livelli precrisi. Oggi Tremonti dice che siamo in mezzo ai mostri dei videogame, e con la crisi siamo ancora al punto di partenza. Mi sa che siamo messi male, c'è un pò di confusione e voci discordanti, anche, sopratutto tra grandi personaggi! Io proverei ad ascoltare i piccoli,almeno sono più coerenti, per questi le cose vanno sempre peggio, non dicono oggi una cosa e domani l'esatto contrario, forse nella realtà ci vivono immersi e non ci passano sopra galleggiando sugli slogan! Che pazienza che ci vuole!! Buona Epifania

 
05/01/2011 - non tutto condivisibile (attilio sangiani)

Intanto non mi pare vero che la "fusione" non sia riuscita. Infatti la gran parte dei c.d."colonnelli" di Alleanza Nazionale è fermamente con Berlusconi: La Russa,Gasparri,Alemanno... . I sondaggi danno a Fini solo una ridotta parte dei voti di Alleanza Nazionale. La scissione del gruppo di Fini mi pare dovuta non alla mancata fusione,ma alla ambiguità di un partito,il PdL,che alla CE è già "popolare",cioè di "ispirazione cristiana",come la UDC,mentre in Italia non ancora. Aggiungerei che il PdL ha imbarcato personaggi come Dalla Vedova che sono radicali pannelliani. Infiltrati da Marco, per continuare la politica di pendolarismo parassitario, ed accolti dal PdL per un meschino e dannoso calcolo elettorale. Se il PdL rinnovato prendesse il nome di "popolari" italiani,i radicali rimarrebbero statutariamente esclusi.