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Politica

SCENARIO/ Folli: a Berlusconi i conti non tornano...

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Anche se, per ipotesi, la riforma federale dovesse davvero passare senza troppi problemi, data la situazione attuale dei conti, è davvero credibile che nel giro di poco tempo ci possano essere dei risultati tangibili? In realtà, i vantaggi si dovrebbero vedere nel lungo periodo, mentre nel breve sono più probabili tensioni e difficoltà. Per questo il federalismo può rappresentare una vittoria utile sul piano elettorale se si va a votare subito. Se invece si sceglie di “galleggiare”, il conto alle urne può essere davvero molto salato.
Questo è un nodo che, in ogni caso, Berlusconi e la Lega dovranno sciogliere insieme. La Lega, infatti, ha il coltello dalla parte del manico, ma, nonostante il nervosismo palpabile di Bossi, non è in grado di decidere contro Berlusconi.

E quanto potrà incidere la sentenza sul legittimo impedimento su questa decisione?


Un verdetto sfavorevole a Berlusconi accelererebbe la destabilizzazione del quadro generale, rendendo ancora più probabili le elezioni. Se invece il Presidente del Consiglio riuscisse a ottenere lo scudo, le cose rimarrebbero pressoché immutate e l’attenzione si sposterebbe inevitabilmente sui decreti attuativi del federalismo fiscale, previsti per fine mese.

I recenti appelli di Napolitano alla stabilità rischiano comunque di rimanere inascoltati?


È presto per dirlo. Leggendo attentamente le parole del Presidente della Repubblica rivolte alle alte cariche dello Stato ci si accorge però che Napolitano non si è battuto per una stabilità inerte, ma ha chiesto alla politica di farsi carico dei problemi del Paese. Anche l’appello a favore dei giovani va letto in questo senso: per dare una speranza alle future generazioni bisogna necessariamente affrontare i problemi dello sviluppo e del debito pubblico. Sono convinto che fino a quando le elezioni non saranno inevitabili il Capo dello Stato continuerà a chiedere che ognuno faccia la sua parte, ma un governo che tira a campare non è certo la soluzione…

Se da un lato si attende di capire quale sarà il destino del governo, dall’altro si discute del nuovo nome che Berlusconi avrebbe in mente per rinnovare il “Popolo della Libertà”: “Popolari”. Al partito del Cavaliere serve un nuovo nome o qualcosa in più? 


COMMENTI
06/01/2011 - Punti di vista (Diego Perna)

Qualche giorno fa Berlusconi ci rincuorava tutti dicendo che entro il 2012 l'economia italiana sarebbe tornata ai livelli precrisi. Oggi Tremonti dice che siamo in mezzo ai mostri dei videogame, e con la crisi siamo ancora al punto di partenza. Mi sa che siamo messi male, c'è un pò di confusione e voci discordanti, anche, sopratutto tra grandi personaggi! Io proverei ad ascoltare i piccoli,almeno sono più coerenti, per questi le cose vanno sempre peggio, non dicono oggi una cosa e domani l'esatto contrario, forse nella realtà ci vivono immersi e non ci passano sopra galleggiando sugli slogan! Che pazienza che ci vuole!! Buona Epifania

 
05/01/2011 - non tutto condivisibile (attilio sangiani)

Intanto non mi pare vero che la "fusione" non sia riuscita. Infatti la gran parte dei c.d."colonnelli" di Alleanza Nazionale è fermamente con Berlusconi: La Russa,Gasparri,Alemanno... . I sondaggi danno a Fini solo una ridotta parte dei voti di Alleanza Nazionale. La scissione del gruppo di Fini mi pare dovuta non alla mancata fusione,ma alla ambiguità di un partito,il PdL,che alla CE è già "popolare",cioè di "ispirazione cristiana",come la UDC,mentre in Italia non ancora. Aggiungerei che il PdL ha imbarcato personaggi come Dalla Vedova che sono radicali pannelliani. Infiltrati da Marco, per continuare la politica di pendolarismo parassitario, ed accolti dal PdL per un meschino e dannoso calcolo elettorale. Se il PdL rinnovato prendesse il nome di "popolari" italiani,i radicali rimarrebbero statutariamente esclusi.