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Politica

PD/ Santi nello statuto? In Umbria il partito bisticcia

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Mentre da Rifondazione comunista ne approfittano per riportare la discussione ai temi d'attualià. Scrive il Corriere: «Il segretario regionale, Stefano Vinti, è contrario a ogni revisione e ironizza: "Sarebbe discriminante nei confronti degli altri santi umbri. Però se si vuole inserire nello statuto lo spirito di Francesco lo si faccia citando l’acqua, che lui chiamava sorella, e che dovrebbe essere pubblica e non un business da affidare a società per azioni"».

 

Ed ecco quindi l'ennesimo scontro tra laici e cattolici del centro-sinistra. Del resto, ricordano ancora sul Corriere, «l’Umbria ha un’alta percentuale di laici e anticlericali (le logge massoniche non si contano), di marxisti, post marxisti e libertari».

 

Guai però a tacciare Francesco e Benedetto di poca laicità. E così è arrivata la replica di monsignor Paglia: «Senza questi due figli dell’Umbria la laicità non esisterebbe. Benedetto per la cultura e Francesco per la tolleranza e il dialogo, rappresentano valori universali e laici. Guai a tagliare i rami sui quali siamo seduti».

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