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POLEMICA/ Della Valle compra le pagine dei giornali: "Politici ora basta"

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Diego Della Valle (Imagoeconomica)  Diego Della Valle (Imagoeconomica)

Diego Della Valle attacca la politica. Come aveva anticipato il Tg di La7 l'imprenditore delle Tod's ha acquistato lo spazio sulle pagine dei principali quotidiani italiani per esprimere il suo disappunto rispetto al quadro politico italiano attuale ("Politici ora basta", si legge a caratteri cubitali nell'avviso a pagamento).
«Lo spettacolo indecente che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda tutti gli schieramenti politici. Il vostro agire attento solo agli interessi personali e di partito trascurando quelli del paese ci sta portando al disastro e sta danneggiando la reputazione dell'Italia». Così si legge sullo spazio solitamente dedicato alla pubblicità delle scarpe Tod's, firmato da Diego Della Valle.
«La classe politica - secondo l'imprenditore - si è allontanata dalla realtà, la crisi economica impone serietà competenze e reputazione che gli attuali politici non hanno, salvo rare eccezioni».
Da Della Valle arriva poi un invito alla società civile, affinché si impegni a lavorare per il bene del Paese. «Le componenti responsabili della società civile che hanno a cuore le sorti del Paese lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento. «Alla parte migliore della politica e della società civile che si impegnerà a lavorare in questa direzione diremo grazie. A quei politici che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza e di amor proprio per le sorti del Paese saremo sicuramente in molti a voler dire "vergognatevi"».
Un attacco destinato a far discutere, ma che segna sicuramente la distanza tra gli industriali e la borghesia italiana dal governo Berlusconi, dopo il triplice "schiaffo" di Confindustria. Alle critiche del Presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, era infatti seguito un vero e proprio manifesto programmatico alternativo alle misure dell'esecutivo. E dai giovani di Confindustria arrivava poi l'invito alla classe politica a non salire sul palco della convention di Capri. 


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