BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. Quelle crepe in Pdl e Lega che ci portano al voto in primavera

Pubblicazione:

Silvio Berlusconi  Silvio Berlusconi


Il Pd dopo una scissione ne rischia un’altra. La sua attuale leadership, anche in seguito agli spintonamenti  giudiziari registrati nei suoi dintorni,  si è buttata a sinistra sperando di guidare un cartello eterogeneo di movimenti antagonisti i cui leader sia parlamentari (Di Pietro), sia extraparlamentari (Vendola e il sindaco Renzi) quando stringono la mano a Bersani  si candidano a contrastarlo nelle primarie. Casini da parte sua ha chiaro l’obiettivo di Palazzo Chigi o del Quirinale, ma con chi e per che cosa si lascia le porte aperte a qualsiasi ipotesi.

In questo quadro una crisi di governo non può risolversi che in nuove elezioni. Lo scenario che attribuisce alla dissidenza di un gruppo di deputati (Scajola-Pisanu?) di aprire una strada per un governo diverso fino al 2013 non è materialmente percorribile. Che consultazioni può fare il Quirinale di fronte ad assemblee i cui membri volano come aereoplanini di carta da una parte all’altra? Sentite le più alte cariche dello Stato (da cui verranno indicazioni anche contrastanti) potrà solo dare un sommario incarico esplorativo e quindi rispedire Berlusconi alle Camere ovvero al voto.

È infatti impossibile dipanare una matassa che è caratterizzata soprattutto dal fatto che i leader fanno molte battute di spirito, ma da tempo non dicono la verità incrementando ipocrisia e fango.
Probabilmente non fu un ottimo consiglio quello di indurre Berlusconi a giocare le stesse carte dei suoi avversari mettendosi sul piano dello scandalismo. Prima contro l’opposizione e poi anche in seno al suo stesso partito. Lo scandalismo infatti ha bisogno del riscontro giudiziario, e uno scandalismo che viene contraddetto e persino incriminato – come era del tutto prevedibile – dalla magistratura diventa una pistola ad acqua che serve solo ad alimentare e legittimare l’uso del fango e dell’odio da parte dell’opposizione. Ma soprattutto – come ha dimostrato il recente risultato di Milano – allontana i moderati e cristallizza l’immagine di un partito di agitati e di estremisti.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >