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VERTICE DI BERLINO/ Frattini: l’Italia è contro l’asse franco-tedesco

Duro e inedito attacco del ministro degli Esteri Frattini contro il vertice di ieri tenutosi a Berlino, tra il presidente francese Nikolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel

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Duro e inedito attacco del ministro degli Esteri Franco Frattini contro il vertice di ieri tenutosi a Berlino, dove il presidente francese Nikolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno annunciato che, entro il prossimo G20, proporranno un pacchetto di misure necessarie globali per risollevare i Paesi dell’Europa dalla stagnazione. In particolare, i due si sono detti possibilisti circa l’ipotesi che il fondo salva stati venga utilizzato per ricapitalizzare la banche ogni qualvolta un paese lo richieda per un proprio istituto di credito. Per lo più, l’intenzione è quella di impedire che gli istituti maggiormente esposti nei confronti della Grecia, nell’ipotesi di default di quest’ultima, si ritrovino con dei titoli nei forzieri equivalenti a carta straccia. Questo, perché il fallimento di una sola banca produce effetti a catena su tutto il sistema economico. La Merkel e Sarkozy si sono detti convinti anche della modifica di alcuni trattati economici, con l’obiettivo di una maggiore integrazione a livello europeo, politiche fiscali comuni e la creazione di una composizione di stati federati guidati da un presidente e da un commissario al risparmio in grado di commissariare i paesi meno virtuosi.

Tutto ciò, secondo Frattini, è apparso, anzitutto, inutile. Secondo il capo della Farnesina, la situazione globale non si può risolvere grazie agli accordi bilaterali. «eri, non siamo riusciti a comprendere quale sia stato il succo di questo incontro»,  ha aggiunto, sottolineando come non fosse presente né un’agenda dichiarata né una sostanziale. «Sarebbe molto meglio rilanciare il metodo realmente comunitario, che fa sedere tutti i 27 attorno al tavolo del Consiglio, senza perdere tutto questo tempo che rischia di fare fallire la Grecia», ha chiosato. Poi, ha attaccato a testa bassa i due stati, affermando che non hanno alcun diritto o vocazione a diventare «il Direttorio della Ue». Dal canto suo, la Germania, replica con una certa freddezza. Una fonte del ministero degli Esteri tedesco sottolinea come «Germania e Francia sono le economie nazionali più grandi dell'Eurozona. E hanno una responsabilità particolare per il futuro dell'Europa e della moneta unica».