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DECRETO SVILUPPO/ Frattini vs Tremonti: non è possibile farlo a costo zero

Il ministro degli Esteri Franco  Frattini, in una veste inedita rispetto al suo consueto atteggiamento conciliante, passa all’attacco del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

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Il ministro degli Esteri Franco  Frattini, in una veste inedita rispetto al suo consueto atteggiamento conciliante, passa all’attacco del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. E, smentendo le affermazioni del titolare di via XX settembre, afferma: «Non vedo un decreto sviluppo a costo zero». Conversando con i cronisti a Montecitorio, il capo della Farnesina ha specificato che il decreto avrà una parte che sarà a costo zero ma un’altra che avrà degli oneri per cui sarà necessario trovare le necessarie coperture. Dovrà, in ogni caso, essere un provvedimento serio e capace di rilanciare il Pil, ha sottolineato, spiegando, poi, in merito all’ipotesi di introduzione di una patrimoniale che, in realtà, non se ne è parlato, ma che sul tavolo le opzioni sono svariate e al vaglio dei tecnici. A chi gli ha chiesto come intende fare affinché, alla fine, non sia Tremonti a decidere sul da farsi, si è limitato a dire che la sua eventuale opposizione sarà materia del Consiglio dei minisistri. Tuttavia, non sarà necessario metterlo in minoranza. «Non credo – ha detto - si arriverà a questo, anche perché credo che in tutti questi anni in Cdm non abbiamo mai votato, troveremo un accordo per fare un provvedimento serio».

Che, nelle sue intenzioni, sarà presentato in Cdm entro il Consiglio europeo del 23 ottobre. Sempre in merito al decreto, necessario, in particolare per controbilanciare gli effetti repressivi della manovra di agosto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presentando la questione della fiducia di fronte ad un’Aula della Camera semideserta per la defezione dei gruppi di opposizione, ha detto che il governo vi sta lavorando alacremente e che è disposto ad ascoltare tutti i suggerimenti, anche dei gruppi di minoranza. Il premier si è detto intenzionato, nei prossimi giorni, ad attuare del colloqui. Secondo il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, invece, oltre all’emanazione di un decreto sarà anche necessario dar vita ad un disegno di legge. La misura che il governo si accinge a varare, infatti, ha un limite: «non tutti i provvedimenti ci potranno stare, altri dovranno trovare spazio in un ddl attraverso il quale dare spazio anche ad un dibattito».