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Politica

SCENARIO/ 1. La "primavera" di Bossi, Berlusconi e Bersani

Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica)Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica)

Esatto. In un quadro così complesso, infatti, anche al segretario del Pd conviene andare al più presto alle elezioni. Magari addirittura con l’attuale legge elettorale, che, come sappiamo, assicura un grande potere ai leader di partito.
Di conseguenza l’opposizione interna dà battaglia sul referendum anti-Porcellum, sul governo di unità nazionale e sulla leadership. E si verificano così alleanze inusitate come quella tra Veltroni e il “rottamatore” Matteo Renzi. Bisogna riuscire a distinguere però tra le tradizionali liti di bottega e alcune questioni di fondo.

Cosa intende dire?

Il dibattito interno al Pd sui contenuti della lettera della Bce, ad esempio, apre degli interrogativi che non possono rimanere senza risposta.
Da un lato, infatti, c’è chi, come Veltroni, dice che il centrosinistra una volta al governo dovrà applicarla alla lettera. Dall’altro, Stefano Fassina e diversi esponenti dalemiani la rifiutano praticamente in toto. La domanda a questo punto è: il centrosinistra al governo inizierebbe davvero a licenziare i dipendenti pubblici? Accetterebbe la logica del “commissariamento europeo” sposando la linea Trichet anche se probabilmente in Francia e Germania potrebbero vincere presto coalizioni rosso-verde?
Forse sono interrogativi troppo impegnativi per una sinistra che faticherebbe a rispondere a responsabilità anche meno pesanti.
La questione però è aperta: affideremo la risoluzione di tutte le nostre questioni irrisolte a una lunga fase di "decantazione" o torneremo a votare fra qualche mese con lo schema e i protagonisti di sempre?

(Carlo Melato)

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