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LEGA NORD/ I finanziamenti di Berlusconi al movimento di Bossi

Una inchiesta de Il Fatto Quotidiano dimostrerebbe il prestito concesso nel 2001 a Forza Italia. Da tale prestito vennero girati due miliardi di lire alla Lega Nord

Foto Ansa Foto Ansa

Venti miliardi di lire a Forza Italia di cui due vanno direttamente alla Lega. Sarebbe successo il 26 aprile 2001, un finanziamento da parte del banchiere Cesare Geronzi. Lo scrive oggi Il Fatto Quotidiano che pubblica una inchiesta proprio su questo presunto giroconto di soldi tra l'allora Forza Italia e la Lega Nord. E' la vigilia delle elezioni politiche del maggio 2001: il fatto quotidiano scrive che le smentite di questo finanziamento che si sono succedute negli ultimi dieci anni cadrebbero davanti a un documento che Il Fatto è in grado di pubblicare. La cifra di due miliardi di lire girata al movimento di Bossi esisterebbe, cosa che peraltro aveva confermato anche l'ex direttore del giornale della Lega, La Padania, Gigi Moncalvo, parlando alla trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora" lo scorso 2 ottobre. Subito sono catare le polemiche contro la giornalista da parte dei dirigenti della Lega. Invece secondo Il Fatto tutto vero: il 26 aprile 2002, a circa due settimane dalle elezioni, la Banca di Roma c onere un fido da 20,4 miliardi di lire a Forza Italia. Nella documentazione appare poi una frase inequivocabile: "Linea di credito di lit 20/milairdi di cui lit 2/miliardi distaccati con M/C a favore della Lega Nord. La banca, di cui Geronzi presiede il comitato esecutivo, chiede per il prestito due garanzie a Forza Italia: "una fideiussione personale di Silvio Berlusconi, che dunque si fa carico del rimborso del debito qualora Forza Italia si rivelasse insolvente, e un impegno del partito a "canalizzare" presso la banca i rimborsi elettorali incassati nei mesi successivi", scrive Il Fatto. Per quanto riguarda i soldi versati alla Lega, la clausola M/C starebbe per "mandato di credito": il tesoriere del partito o un suo delegato ha l'autorizzazione da Forza Italia a farsi girare fino a due miliardi del totale del credito concesso. La Lega però secondo tale formula non è debitrice alla Banca di Roma, ma solo di Forza Italia. Essendo poi Berlusconi prestatore della garanzia, il partito di Bossi è debitore anche nei suoi confronti. Il tutto secondo Il Fatto Quotidiano per saldare un accordo elettorale tra Forza Italia e Lega, accordo mancato nella precedente tornata elettorale quando gli uomini di Bossi fecero liste per proprio conto rendendo così possibile la vittoria di Prodi. Berlusconi vuole mettere insieme la colazione nei collegi elettorali esattamente come successe nel caso della sua vittoria del 1994. Bossi, che si trova da tempo, secondo il quotidiano, in difficoltà finanziarie, finisce per accettare: i soldi alla Lega arrivano solo dopo che sono state fatte le liste.