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SCENARIO/ 1. Mauro (Pdl): dobbiamo morire berlusconiani?

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Manifestazione del Popolo della Libertà  Manifestazione del Popolo della Libertà

La situazione di stallo che sta attraversando la politica italiana deve essere liberata da un grande equivoco di fondo. Il "passo indietro" di Berlusconi è il pretesto per la realizzazione di progetti di potere che poco hanno a che fare con la soluzione dei problemi.
Supporre che potremmo essere diversi, ovviamente migliori, e le cose finalmente andare bene con la scomparsa dalla scena politica di Berlusconi è un atto profondamente e intrinsecamente immorale. Se davvero Berlusconi è l’origine di tutti i mali, tutti noi esponenti del Popolo della Libertà altro non siamo che complici risibili e inerti. Se, invece, nella sua storia politica è stata data voce, pur non compiendola, alla speranza di molti di noi in ordine a possibili radicali riforme del sistema, allora: animo! Rimbocchiamoci le maniche. E smettiamola di invocare il momento in cui potremo esistere e costruire perché qualcuno ce lo permetterà.
È vero invece che Berlusconi ha avuto la forza di mettere insieme ciò che insieme apparentemente non poteva stare. L’autonomismo regionalista della Lega, l’istanza identitaria tipica della Destra italiana, le aspettative di libertà economica e di sussidiarietà di un blocco sociale nuovo attratto da Forza Italia. Spetta a noi, quindi, e non a Berlusconi fare in modo che questo patrimonio non si disperda realizzando forme di partecipazione alla politica e riforme antistataliste nel segno di valori che, se solo proclamati, finiremo con rendere invisi ai nostri elettori.
È la proposta politica che siamo chiamati a costruire oggi: il suo fascino, i suoi contenuti che possono avere un ruolo decisivo per il futuro dei nostri giovani, e non invece la scommessa sterile su se e come si concluderà la stagione dell’uomo che ha contraddistinto la Seconda repubblica. Lo ripeto, il problema non è il passo indietro di Berlusconi, ma il nostro passo avanti. La nostra assunzione di responsabilità a fronte di chi è tentato dallo scetticismo o peggio ancora dalla violenza. 


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COMMENTI
19/10/2011 - osservazioni (piripippo mirandola)

1.“Supporre che potremmo essere diversi, ovviamente migliori, e le cose finalmente andare bene con la scomparsa dalla scena politica di Berlusconi è un atto profondamente e intrinsecamente immorale” L’aggettivo immorale in questa considerazione mi sembra alquanto fuori luogo e la premessa estremamente superficiale e fantasiosa. Sono in tanti gli italiani scontenti di questo governo e lo scontento non nasce da ragioni ideologiche ma dalla constatazione (facile) dell’inadeguatezza di SB a guidare questo paese fuori dalla crisi presente. 2.“Berlusconi è l’origine di tutti i mali”. Questo giudizio che MM vorrebbe mettere in bocca agli “scontenti” (non mi piace l’etichetta indignados…) è davvero povera. Povera è la maniera di fare propaganda partendo dalle premesse sbagliate. Berlusconi non è l’origine di tutti i mali, certo. Si parli di soluzioni pero. Si torni a fare politica. E chi ha fallito a più riprese, oltrepassi per cortesia la porta di uscita. 3.“Speranza”. Berlusconi ci ha dato speranza… Eh già… Non si fanno le riforme con la speranza, lo sa MM? 4."E le ragioni per le quali abbiamo scelto di militare con Berlusconi vanno ben al di là delle sue qualità e delle sue incoerenze. Sono invece legate a ciò in cui crediamo, e che ha trovato in Berlusconi un catalizzatore imprevedibile e forte.” Qualcuno mi spiega questo pensiero (un poco opaco direi) ?

 
17/10/2011 - basta parole ora (in grave ritardo) i fatti (pizzus pablo)

Bravo! Quindi fate! Ed anche alla svelta perchè fino ad ora non si è fatto niente, e la gente, giustamente si è rotta...

 
16/10/2011 - Dobbiamo morire berlusconiani? (c z)

Che le cose vanno male lo dicono tutti. Ormai il premier rappresenta solo un cumulo di promesse non mantenute. Famiglia, libertà di educazione, sussidiarietà, uno stato snello, riforma delle istituzioni... chi li ha visti? Se qualcuno a parte Lupi li ha visti me lo dica...

 
14/10/2011 - La famiglia! (Daniele Scrignaro)

Non la metterei sul piano che siate stati tutti “complici risibili e inerti”, ma la cartina tornasole inequivocabile che la Dottrina sociale della Chiesa e il bene comune siano stati disattesi sistematicamente è alla luce del sole. Dal ’94 la famiglia (tra le ultime in Europa come sostegni statali) non sta meglio, né determina le decisioni governative (certo che se basta che Tremonti dica il contrario per prendersi gli applausi al Meeting…), né i suoi problemi sono al centro del dibattito politico. Per esemplificare, nel 2010 sono state ottocentomila le donne in attesa di figlio licenziate o costrette a dimettersi, secondo l’Istat; nel 2011 è stato cancellato anche l’assegno nazionale per i neonati e le scuole pubbliche paritarie hanno avuto nuovi tagli (altro che la parificazione promessa). Questi, sì, sono atti profondamente e intrinsecamente immorali, di responsabilità del singolo parlamentare (poco o tanto, secondo la propria statura). E da qualche parte affidabile ho letto che le famiglie saranno i monaci del XXI secolo.

 
14/10/2011 - Appunto! (Antonio Servadio)

Concordo appieno con Mauro Mauro, con la lettrice Paola Corradi e altri lettori. Bisogna rimettere a fuoco i problemi di fondo, spostando l'attenzione dai facili personalismi di stampo sudamericano - in cui siamo rimasti vilmente intrappolati ormai da troppi anni - ai contenuti politici ed ai valori fondanti: se ci sono, quali sono, chi sa interpretarli, come svilupparli, e perchè. E' l'intera classe politica italiana che è immiserita da un brutto male: miscela di incompetenza, mollezza intellettuale, vacuità di competenze e spettacolarismo da telenovela. Fissarsi sulla rimozione di una singola persona, per importante che ella sia, non sarebbe altro che l'ennesima operazione di politica-scenografica, un'operazione cosmetica da Italietta cronicamente ai margini della scena internazionale.

 
14/10/2011 - Feste (Alberto Consorteria)

Intanto Berlusconi e il Pdl hanno ucciso la festa patronale. In un momento in cui si parla di qualità dela vita, e in cui si dovrebbe imparare a lavorare meno e meglio, togliere la festa patronale per scrivere in un documento di carta "più 0,1% del Pil grazie a questa legge" non vale nulla. Le feste patronali aiutano la comunità ad avere un identità, e in un paese turistico se mai generano introiti, non perdite. Ma rilevarle è duro per gli economisti, che si trincerano dietro numeri, e ci hanno consegnato ad anni vuoti e bui; ma caro Mauro, voi del Pdl calate le brache davanti a ogni scelta stupida del vostro leader. Chi è causa del suo mal....

 
14/10/2011 - non ci capiamo? (2) (Luciano Broggi)

Caro Mauro (2) RADICALI RIFORME...RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE: occorre fare chiarezza sulla distinzione di ruoli, tra chi si è proposto per farsi eleggere e il cittadino comune. Chi è eletto deve rimboccarsi le maniche nel fare buone leggi, diminuire i costi della burocrazia, etc. Il cittadino comune che fa bene il suo dovere di lavoratore, di padre di famiglia, e non riesce a far tornare i conti a fine mese si è già rimboccato le maniche da tempo. Certo deve appena gli è possibile essere disponibile alla collaborazione con i politici eletti. E qui posso documentare, se avremo la possibilità di farlo di persona, della mia e nostra negativa esperienza di cittadini milanesi (infatti abbiamo perso le elezioni). Con amicizia.

 
14/10/2011 - non ci capiamo? (Luciano Broggi)

Caro Mauro. (1) ATTO IMMORALE: La guerra di logoramento su Berlusconi ha avuto il suo effetto. Tutto il paese sta pagando il prezzo: è sotto gli occhi di tutti.Chi non vuole prenderne atto compie un gesto immorale. Avete detto al Re che è nudo? Il bellissimo lavoro che state facendo (v. Intergruppo per la Sussidiarietà) a lungo termine deve essere accompagnato da intervento forte e attento alle immediate esigenze del paese. Cose che sembra dimentichiate: nessuna riforma a favore della libertà di educazione, mesi senza ministro Industria, Lupi che al TG dice “se ci sono dei privilegi li esamineremo”(sic!), riforme presentate come certe e indispensabili sparite (giustizia, intercettazioni,…) che hanno ingessato l’attività politica, congresso fantasma del Pdl (= no a forme di partecipazione alla politica)..

 
14/10/2011 - D'amore non si muore... (Giuseppe Crippa)

Raccolgo volentieri l'auspicio di Mauro, l'unico che riguardi chi, come me, non condivide la sua appartenenza politica, a promuovere in questi mesi la riconciliazione e il confronto tra tutti coloro che sono separati in Italia e uniti in Europa sotto le insegne del Partito Popolare Europeo e apprezzo anche il suo sofferto invito ai militanti del PdL a dimostrare di non essere una corte ma parte di una storia, ma mi sento offeso dal suo giudizio di profonda ed intrinseca immoralità rivolto a chi, come me, ritiene positiva ed auspicabile per il bene del Paese la scomparsa dalla scena politica di Berlusconi e dei suoi cortigiani, ma non certo di chi, come lui, ha ingenuamente creduto - e crede tuttora - di poter costruire con Berlusconi uno Stato che dia spazio alla libertà di educazione e di impresa.

 
14/10/2011 - Cilindri dal cappello (Emanuele Bracco)

Concordo con la prospettiva politica descritta qui: non siamo con Berlusconi tanto per, lo siamo per una impostazione culturale che va al di la' (per fortuna!) di Berlusconi stesso. L'unico problemino e' che il tempo stringe, la BCE diceva di avere un Decreto sviluppo convertito in legge entro fine Settembre, e noi ancora non sappiamo se e quando questo decreto verra' approvato dal governo. Il suo discorso va benissimo per la campagna elettorale prossima ventura, ma non risponde alle esigenze di oggi, che esigono velocita' ed efficacia.

 
14/10/2011 - Non solo gli ideali (PAOLA CORRADI)

Carissimo Mario Mauro, non sarò certo io ad avere le risposte giuste tuttavia, per quanto mi pare di capire non bastano gli ideali per competere in ambito internazionale, ci vogliono anche le competenze. E tanto più la crisi si manifesta, tanto più è necessario mettere in campo uomini con grandi ideali ma anche fortemente specializzati e competeneti. Questo nulla toglie a chi fino ad ora ha operato è tuttavia necessario liberare le forze intellettualmente più preparate. Purtroppo guardano in Parlamento e sui media non si intravede questa grande preparazione. Credo che l'Italia abbia capacità di espressione migliore di quella che i nostri Partiti siano stati capaci di raccogliere. Non è più possibile arruolare le persone a simpatia/antipatia, ma per la loro capacità comprovata in ambito lavorativo o in ambito associativo. Un caro saluto.

 
14/10/2011 - Commento quasi breve (Diego Perna)

Meglio un commento breve,leggendo il Suo pensiero, che condivido per il fatto che Berlusconi non è necessario, devo dire che negli ultimi venti anni tutto è peggiorato. Posso dire che anch'io nel lavoro, però ho anche il dubbio che sia in parte colpa mia, scelte forse sbagliate o non opportune.Quando ascolto i politici, mai nessuno ammette un errore, il piatto è sempre ricco e nessuno lo vuole mai abbandonare, questo è evidente e mortificante per chi vive il quotidiano con fatica e stress da pagamenti vari. A proposito i finanzimenti per l'impresa vanno per il 90% al 10% di queste il resto alle PMI, che producono la ricchezza di questo paese, dov'era o dov'è il PDL? Chi protegge lavoro e lavoratori? Mi creda non è soltanto causa degli altri, della crisi mondiale, andava poco bene anche prima. Con ciò non escludo sarebbe stato lo stesso con altri governi, e anche l'Euro a molti ci ha fregato, pensi che le case , costavano 5 volte meno e i giovani lavoravano e anche si sposavano. Ora dovremo salvare le banche a spese nostre , ma a chi non ha quasi più nulla, cosa potremo ancora togliere? Si faccia un giro anche al Sud , non solo a STrasburgo.