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TODI/ Bagnasco: per i cattolici è un'ora promettente della storia

Pubblicazione:lunedì 17 ottobre 2011

Il Cardinale Angelo Bagnasco (Ansa) Il Cardinale Angelo Bagnasco (Ansa)

E' in corso a Todi il Forum delle associazioni cattoliche dal titolo «La buona politica per il bene comune: i cattolici protagonisti della politica italiana».
I lavori sono stati aperti questa mattina dalla prolusione del presidente della Cei, il Cardinale Angelo Bagnasco. Una cinquantina i partecipanti, tra i quali i presidenti delle sette associazioni che compongono il Forum: Raffaele Bonanni (Cisl), Andrea Olivero (Acli), Bernhard Scholz (Compagnia delle Opere), Sergio Marini (Coldiretti), Giorgio Guerrini (Confartigianato), Luigi Marino (Confcooperative) e Carlo Costalli (Movimento cristiano lavoratori).
Questa sera la conferenza stampa conclusiva illustrerà alla stampa i contenuti delle tre sessioni di lavoro, due mattutine e una pomeridiana, svoltesi a porte chiuse.
Fra i relatori previsti dal programma  il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, il rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Lorenzo Ornaghi, l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, il filosofo Dario Antiseri, il politologo Ernesto Galli della Loggia e il portavoce nazionale del Forum, Natale Forlani.
Ecco il testo della prolusione del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinal Angelo Bagnasco.


Todi, 17.9.2011
FORUM   DEL   MONDO   DEL   LAVORO
INTERVENTO   DI   APERTURA

Cardinale Angelo Bagnasco
Arcivescovo di Genova
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

1.
Ringrazio per il cortese invito a porgere un saluto a questo Convegno promosso dal FORUM del mondo del lavoro. La comune ispirazione cristiana consente di fare, in un certo senso, un discorso di famiglia che  possa essere ascoltato con benevolenza e speriamo condiviso oltre questo uditorio. Il nostro animo è ancora segnato da quanto è accaduto sabato scorso a Roma, e non possiamo non esprimere la nostra totale esecrazione per la violenza organizzata da facinorosi che  hanno turbato  molti che intendevano manifestare in modo pacifico le loro preoccupazioni. Alle Forze dell’Ordine va la nostra rinnovata gratitudine e stima per il loro servizio, che presiede lo svolgimento sicuro e ordinato della vita del Paese.
Che dei cristiani si incontrino per ragionare insieme sulla società  portando nel cuore la realtà della gente e i criteri della Dottrina sociale della Chiesa, è  qualcosa di cui tutti dovrebbero semplicemente rallegrarsi. E’ un segno di vivace consapevolezza, e di responsabile partecipazione alla vita della “città”. E’ espressione di quell’intelligenza d’ amore che nasce da Cristo Gesù: Egli continua a donarci la luce della sua Parola e la forza corroborante dell’ Eucaristia, cuore del discepolato e sorgente perenne della Chiesa. L’intreccio vitale di Parola, Sacramenti e vita, è infatti ciò che sostanzia la presenza del cristiano nel mondo e il suo servizio agli uomini. In forza della fede e della sequela Christi, il discepolo rivive la situazione di Pietro sul lago di Galilea, chiamato a rispondere all’invito del Maestro ad andare verso di Lui camminando sulle acque. E’ noto lo sviluppo della vicenda: egli scende dalla barca dove si trovava al sicuro e si avventura sulle onde. Ma poi, avvolto dalla notte, dal vento impetuoso, dalla burrasca crescente,  comincia ad affondare. Che cosa è successo nello spazio di pochi secondi? Che Pietro ha distratto lo sguardo dal volto di Gesù, si è attardato a guardare  le forze avverse della natura, e le ha commisurate con la sua piccolezza. Allora ha avuto paura ma, più profondamente, si è indebolita la fiducia nel Signore. L’eco della vicenda di Pietro illumina la situazione di ogni cristiano: egli è chiamato ad attraversare il mare del tempo, a camminare sulle acque fidandosi di Cristo senza mai distogliere gli occhi da Lui. Qualora si vedesse affondare, sarebbe il segno della sua “distrazione” dal Volto Santo,  del suo essere catturato dalle forze del mondo. E quando siamo presi dal mondo diventiamo “del “ mondo, anziché essere “nel” mondo ma non “del” mondo, e così diventiamo incapaci  di servire gli uomini. Non è dunque l’immedesimarsi al mondo che permette di servirlo meglio, ma il vivere nella verità di Dio anche quando questa sembra impossibile, quando è irrisa o non è compresa come il comando di  camminare sul mare. E questa verità è da annunciare con amore, senza paura di essere emarginati. E’  la sapienza  della croce  che ha ispirato e sostenuto, nelle diverse epoche, la presenza dei cattolici nelle istituzioni pubbliche e nel tessuto sociale del Paese; che ha contribuito in modo determinante a costruire l’anima dell’Italia prima ancora che l’Italia politica. E che dopo l’unificazione, a fronte di situazioni difficili e gravi, è stata presenza decisiva  per la ricostruzione del Paese, per l’elaborazione di un nuovo ordine costituzionale, per la promozione della libertà e lo sviluppo della società italiana. E neppure è mancato e non manca il convinto apporto  per l’apertura verso un’Europa unita, e per la salvaguardia della pace nel mondo. Questa storia è nota a tutti e sarebbe ingiusto dimenticarla o sminuirla.


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