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MEDIATRADE/ Berlusconi prosciolto. Pier Silvio e Confalonieri rinviati a giudizio

Caso Mediatrade: il gup di Milano, Maria Vicidomini, ha prosciolto Silvio Berlusconi dalle accuse di frode fiscale e appropriazione indebita. Il premier perciò non sarà processato

Silvio Berlusconi fuori dal Tribunale di Milano (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi fuori dal Tribunale di Milano (Imagoeconomica)

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato prosciolto. Questa è la decisione di Maria Grazia Vicedomini, giudice per l'udienza preliminare, in merito all'inchiesta sul caso Mediatrade.
Berlusconi è stato prosciolto per non aver commesso il fatto. Non dovrà perciò rispondere più alle accuse che gli erano state mosse: frode fiscale fino al 2009 e appropriazione indebita fino al 2006.
Sono invece rinviati a giudizio il figlio del premier, Piersilvio Berlusconi, e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, con l'accusa di frode fiscale. Il processo a loro carico inizierà il 22 dicembre 2011 davanti alla seconda sezione del Tribunale penale di Milano. A giudizio andranno anche gli altri nove imputati.
«Una decisione assolutamente in linea con gli atti processuali - ha commentato Niccolò Ghedini, deputato del Popolo della Libertà e avvocato del Cavaliere -. Evidentemente il giudice ha ritenuto che comunque Silvio Berlusconi non aveva alcuna compartecipazione nè formale nè sostanziale  con i fatti oggetto della causa». Le motivazioni non sono ancora a disposizione dei legali,  «ma fra trenta giorni - ha proseguito il legale - sapremo meglio perché il presidente è stato prosciolto».
Secondo il gup Vicidomini le prove a carico di Silvio Berlusconi non sono sufficienti a giustificare l'avvio di un processo penale. «Nessuna vittoria - chiarisce l'On. Ghedini - solo una decisione giusta di un gip che ha voluto ascoltare le nostre ragioni e prendere una decisione che potrà riverberarsi anche sul processo dei diritti tv di Mediaset», ha concluso l'avvocato, secondo il quale la stessa sorte sarebbe dovuta toccare a Berlusconi Junior. «L'accanimento continua comunque - secondo l'avvocato Piero Longo - basta vedere come hanno ridotto le liste testi nel processo sui diritti tv Mediaset».
Il processo Mediatrade vedrà perciò coinvolti quindi undici dei dodici indagati. L'accusa sostiene che gli imputati acquisivano diritti di trasmissione da Mediaset a prezzi gonfiati. I fatti risalirebbero a un periodo che va dal 2000 al 2005, per un giro d'affari stimato di oltre  34 milioni di dollari.