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REALE BIS/ Sansonetti: il garantismo del governo vale solo sulle intercettazioni?

Pubblicazione:martedì 18 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Di Pietro e Maroni, per una volta, d’accordo. Il primo, dopo gli scontri di Roma, decine di feriti e milioni di euro di danni, ha invocato una nuova legge Reale, che incrementi le misure repressive per episodi di questo genere. Il secondo, che è ministro dell’Interno, ha detto che la farà. E, oggi, riferirà al Senato in merito, presentando, probabilmente, una sua proposta. «Assurdo! Centrodestra e centrosinistra non si parlano mai, su nulla; ma si ritrovano d’accordo sulla necessità di invocare uno stato di polizia», chiosa, interpellato da ilSussidiario.net Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri. L’intenzione dell’ex pm di Mani pulite, in particolare, è quella di emanare norme per «specificare nuove figure di reato, prevedere arresti e fermi obbligatori, istituire riti direttissimi con pene esemplari, aggravare le condanne per i reati già esistenti». Secondo Sansonetti, si tratta di una «pessima idea», indice del fatto, tra le altre cose, che «in Italia si continua a pensare di potere fare politica a prescindere dai principi. In particolare, questo alternarsi tra garantismo e antigarantismo è una vera e propria sciagura».
Il riferimento è alle posizioni d’incoerenza assunte dal governo. «Di Pietro, da diversi anni, è il capofila del legaritarismo e del non garantismo. Ma, sebbene trovo la sua posizione folle – perché è assurdo pensare di tornare ad una legge infausta, con la possibilità di sparare –, rientra nelle sue corde. Si sa come la pensa. Chi è fuoriposto, invece, è il ministro Maroni». Eppure, neanche nel Dna della Lega il garantismo ha mai abbondato. «E’ vero – replica –, nel suo dna c’è sempre stato il forcaiolismo, come anche l’oscillazione. E’ un partito, dichiaratamente oscillante. Che non richiede l’adesione a principi, ma al territorio. Ma – aggiunge – Maroni, in questo momento, è un ministro del governo Berusconi». Governo che ha fatto di liberalismo e garantismo  le sue bandiere. «Perché, quindi, il centrodestra appoggia simili posizioni? Berlusconi non ha forse parlato mille volte dei rischi di uno stato polizia? E non è lui stesso vittima di una cosa ignobile, come la pubblicazione, da parte di Repubblica, di intercettazioni di telefonate private, fatte nel 2009? Perché si pensa che l’arresto preventivo sia diverso dall’intercettazione preventiva?»


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