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Politica

SCONTRI ROMA/ Maroni: pronti daspo e arresti in differita in vista dell'autunno caldo

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferisce in Parlamento in merito agli scontri di sabato in piazza a Roma. Le perquisizioni, gli arresti di questi giorni e le norme per il futuro

Il ministro Roberto Maroni riferisce in Parlamento sugli scontri di RomaIl ministro Roberto Maroni riferisce in Parlamento sugli scontri di Roma

SCONTRI ROMA - MARONI PARLA AL SENATO: A pochi giorni dagli scontri di Roma che hanno sconvolto il Paese, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferisce in Senato. Le ferite lasciate alla città dalla manifestazione degli "indignados" sono ancora fresche in termini di danni materiali (oltre 5 milioni di euro), feriti (sia tra i manifestanti che tra le forze dell'ordine), e arresti.
«Proporrò al Parlamento nuove misure legislative per consentire alle forze dell'ordine di intervenire con azioni di prevenzione», ha promesso il ministro della Lega Nord. «Poche ore prima dell'inizio della manifestazione - ha spiegato Maroni - i carabinieri hanno fermato quattro persone dell'area anarchica dirette a Roma in auto mentre trasportavano caschi, mazzette, fionde e piedi di porco. I quattro sono stati denunciati, ma rilasciati, perchè non potevano essere trattenuti». Ecco perché, secondo il ministro Maroni urgono nuove norme. Un tema su cui da giorni si discute, soprattutto dopo la proposta del leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, poi parzialemente smentita, di reintrodurre la "Legge Reale" del 1975.
Di sicuro «c'era la volontà di ricreare l'incidente avvenuto a Genova e solo grazie alle forze ordine che si è impedito che ci scappasse il morto», ha proseguito Maroni, che ha poi ringraziato "l'impegno e la dedizione" delle forze dell'ordine nell'affrontare i teppisti (durante l'audizione all'esterno del Senato è comunque in corso la protesta dei sindacati delle forze di polizia Siap, Silp-Cgil, Coisp ed Anfp contro i tagli al comparto sicurezza).
«C'era la chiara intenzione di assaltare le sedi istituzionali della Repubblica, in primo luogo Camera e Senato. La cieca violenza di 3.000 delinquenti incappucciati in questo modo ha oscurato la protesta di migliaia di persone che volevano manifestare pacificamente. Si tratta di una nuova forma di terrorismo, che potremmo definire "terrorismo urbano"».
Ma chi erano le cellule più pericolose che si sono messe in azione durante il corteo? Chi sono i cosiddetti black bloc? «La nuova emergenza di ordine pubblico manifestata sabato ha la sua principale fonte nell'area anarchica, largamente diffusa in Italia», ha spiegato il ministro.