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Politica

DOPO TODI/ 1. Barcellona: io, non credente, sposo la sfida di Bagnasco

L'articolo di Pietro BarcellonaL'articolo di Pietro Barcellona


Credo che la Chiesa abbia molto da dire su tutti i temi che riguardano le sfide del futuro, giacché solo essa può mettere in campo una forma di rapporto con la “Trascendenza” che non sia fondato sull’osservanza pedissequa di precettistiche e catechismi ma sulla testimonianza di una Persona storicamente esistita come Gesù Cristo che ha introdotto una forte discontinuità dei tradizionali rapporti fra religione e società. Personalmente sono stato sempre colpito dalla assoluta originalità del messaggio evangelico giacché, come dice Kolakowski, Gesù non si può ridurre né ad un insieme di eventi né ad un insieme di concetti astratti, ma ad un “fatto essenziale” istitutivo di valori universali strettamente legati ad una concreta origine storica e fattuale. Kolakowski sottolinea cinque punti che sono di un’attualità impressionante: 1) abolizione del formalismo della Legge a favore dell’Amore; 2) eliminazione della violenza dai rapporti umani, 3) abolizione dell’idea di popoli o personaggi “eletti”, 4) affermazione che non di solo pane vive l’uomo; 5) che il Figlio dell’uomo è Padrone anche del “Sabato”. Kolakowski non è né credente né cattolico, ma è uno dei pensatori più interessanti che ha per altro una grande esperienza del marxismo e della filosofia contemporanea.

Il cristiano, sotto questo profilo, non è soltanto l’esponente di una religione istituita, ma l’incarnazione continua di un modello di vita destinato a far lievitare fra gli uomini una nuova pratica del loro stare insieme. La ricerca oltre la stessa tradizione biblica di un Padre amorevole e la proposta della sofferenza e del dolore che possono dare senso anche alla morte, come scrive Julia Kristeva, sono questioni immense che dovrebbero permeare l’intero Spirito di un popolo.

La riconciliazione fra le generazioni e la elaborazione consapevole del significato delle sofferenze sono messaggi che riguardano particolarmente la condizione contemporanea. I giovani hanno terrore degli adulti e spesso li aggrediscono violentemente per ottenere un segno di risposta alla loro presenza. L’educazione alla sofferenza come momento ineliminabile della condizione umana apre la porta a trasformazioni che possono diventare leva di cambiamento del modo di misurare la ricchezza della vita nel rapporto tra le persone. Mentre lo scientismo, ottusamente bloccato sulle conquiste anche importanti che le nuove tecnologie del dolore possono realizzare, diffonde una cultura da anestetico globale, il contatto con l’esperienza del cristiano può stimolare aperture mentali di tipo nuovo sul senso ultimo della vita.

Certo, il convegno di Todi ha visto radunati insieme per la prima volta componenti del mondo cattolico molto eterogenei tra loro e il dibattito che si è svolto va sicuramente studiato con attenzione anche per le diverse posizioni che sembrano emergere sulle questioni più vicine alla politica italiana. I risultati che avrà si vedranno nel tempo, ma è auspicabile che già subito alcuni settori, che sono stati finora troppo disponibili a seguire l’avventura berlusconiana anche nelle pagine più indecorose, si ricordino che essere cristiani impegna ciascuno ad essere a tutto tondo nel primo dovere di essere coerenti in tutti gli ambiti della vita con i principi che si professano.


COMMENTI
19/10/2011 - Una nuova esigenza ontologica (Salvatore Ragonesi)

Pietro Barcellona sta rivelando ormai tutta la sua natura "metafisica" e tuttavia continua a ritenersi "ateo". Egli dovrebbe, a parer mio, compiere lo sforzo estremo di analizzare se stesso, perché si accorgerebbe di non essere affatto un sostenitore tradizionale del vecchio ateismo storicista,visto il grande afflato ontologico che lo sostiene e che ne alimenta le nobili azioni ed i ragionamenti per nulla materialisti, scientisti e relativisti. Mi permetterei però di fare notare a lui ed a coloro che fanno professione di laicismo che in un mondo così spiritualmente depauperato l'emergenza antropologica richiama necessariamente una visione trascendentale poco incline all'ateismo ed al politicismo praticato spesso e volentieri dalle alte e sofisticate gerarchie ecclesiastiche. Barcellona, invece, sembra voler dire: meglio questo che nulla. Ma ciò non può essere il massimo della energia ontologica che si deve richiedere al credente non impigliato nella rete politicistica.