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DOPO TODI/ 1. Barcellona: io, non credente, sposo la sfida di Bagnasco

L'articolo di Pietro Barcellona L'articolo di Pietro Barcellona


Il documento che abbiamo proposto all’attenzione di cristiani  e laici è però molto più ambizioso di questi mediocri risultati di schieramento. Esso si propone di far nascere un confronto permanente tra il mondo cattolico e il mondo di quanti continuano a ritenere che sia possibile trasformare radicalmente il nostro modo di vivere e di consumare. Non riteniamo affatto di dare indicazioni alla Chiesa sulle questioni del nostro così triste presente ma, al contrario, sollecitarla ad alzare il livello della discussione pubblica, e  dare una mano a chi pensa che una nuova frontiera epocale si sta aprendo tra chi difende la vocazione “spirituale” degli esseri umani (nel senso della libera ricerca dell’Oltre di ogni orizzonte storicamente limitato al presente) e chi, in uno strano cupio dissolvi, tende a ridurre gli esseri umani ad un puro stadio dell’evoluzione biologica.

Difendere il mistero della vita è per queste ragioni un atto profondamente politico.

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COMMENTI
19/10/2011 - Una nuova esigenza ontologica (Salvatore Ragonesi)

Pietro Barcellona sta rivelando ormai tutta la sua natura "metafisica" e tuttavia continua a ritenersi "ateo". Egli dovrebbe, a parer mio, compiere lo sforzo estremo di analizzare se stesso, perché si accorgerebbe di non essere affatto un sostenitore tradizionale del vecchio ateismo storicista,visto il grande afflato ontologico che lo sostiene e che ne alimenta le nobili azioni ed i ragionamenti per nulla materialisti, scientisti e relativisti. Mi permetterei però di fare notare a lui ed a coloro che fanno professione di laicismo che in un mondo così spiritualmente depauperato l'emergenza antropologica richiama necessariamente una visione trascendentale poco incline all'ateismo ed al politicismo praticato spesso e volentieri dalle alte e sofisticate gerarchie ecclesiastiche. Barcellona, invece, sembra voler dire: meglio questo che nulla. Ma ciò non può essere il massimo della energia ontologica che si deve richiedere al credente non impigliato nella rete politicistica.