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SCENARIO/ 2. Magatti: a Todi si rivede Sturzo (e la società) ma non la Dc

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Il convento di Todi  Il convento di Todi


Esattamente come 100 anni fa, così anche oggi, ci troviamo, in condizioni storiche diverse, con lo stesso problema di Sturzo: trovare il modo per tornare a trasferire, all'interno del sistema  politico, le domande, le speranze, le capacità, le innovazioni che questa radice - insieme ai tanti concittadini di buona volontà - sa quotidianamente mettere in campo per affrontare la crisi e generare  futuro. Partendo dall'ascolto, passando dalla rappresentazione fino ad arrivare alla voce.

In conclusione, a mio parere il valore straordinario di Todi è che sia accaduto.

Dopo  Todi, non ci sono più  alibi per non essere pienamente consapevoli e responsabili della ricchezza del nostro mondo e  della sua capacità di parlare al paese e del suo futuro. Certo, poi si tratterà di andare avanti. Il che non significa tanto stringere in tempi brevi su una soggettività strutturata (un partito) - che francamente mi pare del tutto fuori dalla portata - quanto piuttosto di trovare i modi, le forme, gli strumenti per mandare avanti un processo in grado di rispettare la pluralità, ma al tempo stesso di esprimere un punto di vista comune, una visione politica, un desiderio di futuro.

L'impressione è quella di essersi imbattuti in una forma innovativa di rappresentanza politica. Infatti, a Todi si è vista nascere una nuova soggettività, non chiusa e rigida, ma aperta e dinamica, che, nel pieno rispetto della pluralità di cui è costituita, intende imparare a parlare con una voce sola su temi politici.

Perché tale nuova soggettività possa davvero svilupparsi occorrerà darsi un metodo di lavoro: la definizione di alcune proposte di tipo esplicitamente politico (con la necessaria elaborazione tecnica e giuridica); la realizzazione di eventi pubblici che consentano un'identificazione su ampia scala; una prima discesa nei territori (in una forma largamente federalista e autonomista); l'utilizzo di internet come canale di comunicazione e di racconto/raccolta di tutto ciò che d'innovativo e propositivo viene fatto dal Paese che c'è e non si vede possono essere identificati come strumenti concreti di lavoro.

In questo modo si può immaginare un percorso di consolidamento e rafforzamento che arrivi alla stabilizzazione di un linguaggio comune e a una visione  condivisa per il futuro del Paese.
Quello che poi accadrà, quali ulteriori passi, quali sbocchi e quale evoluzione non è dato per il momento di saperlo. Gli eventi che ci aspettano - dal punto di vista economico, sociale e politico - nei prossimi mesi ci sono largamente ignoti. Ma non è forse mettersi nelle mani dello Spirito l'unico modo, per un cristiano, di stare dentro la storia?



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