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DECRETO SVILUPPO/ Spuntano 12 condoni. Anche per canone Rai e manifesti

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Tra le misure contenute nella nuova bozza del decreto sviluppo ci saranno anche dodici diversi tipi di condono. Riguarderanno, tra le altre cose, la riapertura degli anni pregressi alla regolarizzazione delle scritture contabili e i tributi locali. E’ prevista, inoltre, una regolarizzazione per il canone della Rai che non è stato versato. Riguarda, in particolare, i versamenti che non sono stati effettuati fino al 31 gennaio del 2011. Anche nei casi in cui sia già in atto un procedimento giudiziario sarà possibile, entro il 2 aprile del 2012 correre ai ripari con l’erogazione di una somma pari a 50 euro. Come era già stato previsto, sarà introdotta una sanatatoria per i “manifesti selvaggi”, che potrà esser regolarizzata con una multa da 750 euro l’anno fino al 2010.  Nella nuova bozza sono contenute anche delle misure atte ad ottimizzare gli spazi per gli immobili utilizzata dalla pubblica amministrazione. Il patrimonio residenziale di proprietà dello Stato sarà, inoltre, venduto agli inquilini che vi risiedono.  Sarà data la possibilità di effettuare nuovi accordi tra lavoratore e datore di lavoro. E’ prevista, infatti, la possibilità di accordarsi sullo stipendio e su una retribuzione inferiore a quella che dovrebbe essere dovuta, in cambio dell’erogazione di alcuni servizi. Il lavoratore potrebbe, in particolare, accettare una decurtazione dello stipendio se il datore mette a disposizione, ad esempio, asili nido, misure per la mobilità o servizi per la persona. Nel frattempo, mentre il Consiglio dei ministri è in corso, si teme per la caduta del governo. Ieri, infatti, Francia, Germania, Barroso e Van Rompuy ci hanno imposto un aut aut, invitando il premier Berlusconi a varare nell’arco di pochi giorni quelle misure necessarie a dare agli altri Paesi europei e ai mercati finanziari segnali di responsabilità. Quindi, anzitutto, varando la riforma delle pensioni. Il premier, allo scopo, ha indetto un Cdm straordinario. Con l’intenzione di innalzare, da subito, a 67 anni l’età pensionabile. Tuttavia, questa volta, la Lega potrebbe decidere realmente di staccare la spina al governo. Ha fatto sapere, infatti, che per nessuna ragione le pensioni dei lavoratori potranno essere toccate.

 


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