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BOSSI/ Il Senatur insulta una giornalista: "fuori dalla balle" (video)

Pubblicazione:martedì 25 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Il leader della Lega Nord e ministro per le Riforme Umberto Bossi non si smentisce. E, come spesso e di consueto accade, non le ha mandate a dire alla stampa. Questa volta, però, ci è andato già pesante. Oggetto dall’attacco del Senatur nervoso - forse ancor più irritato dai giornalisti da quando una volta, per parlare con un uno di loro, non fece in tempo ad arrivare in Aula per votare -, è stato, tra l’altro, una donna. Si tratta della giornalista dell’Agi, Simona Zappulla. Cui il capo del Carroccio, senza mezzi termini, mentre lei si avvicinava per rivolgergli una domanda, l’ha brutalmente attaccata, dicendole: «Sempre qui a rompere i coglioni, fuori dalle palle!». Dura la reazione dell'Associazione Stampa Parlamentare, che ha espresso alla collega tutta la solidarietà possibile, affermando in una nota che «fino a quando la Costituzione tutelerà la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati, i giornalisti parlamentari faranno domande ad ogni personalità politica, che sarà libera di rispondere (come poi ha fatto Bossi con la collega) o di non farlo, ma senza insultare chi è al loro seguito solo per lavorare».  Non è la prima volta che Bossi esprime il suo disprezzo per la categoria. Nel suo ultimo giorno di vacanza a Calalzo di Cadore, li aveva minacciati, dicendo che qualcuno avrebbe dovuto dar loro dare quattro legnate, dal momento che sono «delinquenti»  e «bugiardi». Poi, aveva definito il Corriere della Sera «gran cornuto» e Repubblica un giornale che «inventa balle». Il Senatur aveva affermato che i giornali si erano inventati di sana pianta una contestazione avvenuta in quei luoghi, dove in genere è applaudito. «Oggi – aveva raccontato - su tutti i giornali hanno raccontato un sacco di cose inventate, che siamo dovuti andare via. Non è vero niente». Andandosene dall’Hotel in cui alloggiava, senza rilasciare dichiarazioni, aveva, i seguito, spiegato: «Io sono andato via, ho detto a Tremonti: non conviene star qui assieme ai giornalisti che rompono le palle ogni secondo. Se dobbiamo far le ferie, facciamone un po', che dopo non abbiamo più spazio».

 


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