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RIFORMA PENSIONI/ Bossi: trovato l’accordo. Speriamo vada bene all’Europa

Alla fine, il governo non salta. Per il momento, almeno. Pare, infatti, che l’esecutivo abbia trovato un momentaneo accordo sulla riforma delle pensioni.

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Alla fine, il governo non salta. Per il momento, almeno. Anche se l’eventualità non è mai stata così vicina. Pare, infatti, che l’esecutivo abbia trovato un momentaneo accordo sulla riforma delle pensioni. Il leader del Carroccio, Umberto Bossi, all’uscita da Montecitorio, afferma: «Sulle pensioni il governo ancora rischia ma alla fine una strada l'abbiamo individuata. Ora bisogna vedere cosa dice l'Europa». E, ciò che dirà l’Europa sarà determinante. Anche perché l’impulso ad aumentare l’età pensionabile a 67 anni è partito proprio da Bruxelles. Ma Umberto Bossi, oggi stesso, in mattinata, aveva fatto sapere che i cittadini non avrebbero mai accettato una cosa del genere. «La gente ci ammazza», era stato il suo commento, seguito da un deciso no ad una misura che andasse in tal senso. Il leader leghista aveva quindi dichiarato convinto che le pensioni non si toccano. E, dello stesso avviso, era stato il vicepresidente del Senato Rosy Mauro che aveva minacciato di portare in piazza il sindacato padano di cui è leader. Nel pomeriggio i principali esponenti leghisti, tra cui c’erano, oltre a Bossi, i ministri Roberto Maroni, Roberto Calderoli e il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, uscendo da un vertice del Carroccio non avevano lasciato presagire a nulla di buono trincerandosi dietro il silenzio stampa. Resta da capire, a questo punto, se l’accordo andrà bene a Bruxelles. Rispetto alla perentorietà delle misure richieste, infatti, è ipotizzabile che sarà parecchio diluito.

E, di fronte ad una bocciatura da parte dell’Europa, Berlusconi potrebbe essere costretto a dimettersi. Infatti, a quel punto, verrebbe a mancare quel residuale sostegno europeo, legato ad un segno di responsabilità da parte dell’Italia,di cui la riforma delle pensioni era il primo e inderogabile punto. E, senza quel residuale sostegno, senza, quindi, la fiducia dei nostri partner finanziari, il rischio evidente è quello del default. Ma, anche in caso di dimissioni, resta tutto in dubbio. Infatti, la Lega ha già fato sapere che non appoggerà alcun governo tecnico guidato dal sottosegretario  Gianni Letta.