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LETTERA UE/ Il testo presentato da Berlusconi all'Europa

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Silvio Berlusconi e Angela Merkel (Ansa)  Silvio Berlusconi e Angela Merkel (Ansa)

La lettera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'Unione europea è stata al centro dell'attenzione di questa lunga giornata politica. I suoi contenuti oggi sono stati ipotizzati, anticipati e discussi dagli esponenti di tutte le forze politiche.
Il testo finale (16 pagine divise in 5 capitoli) è stato il frutto della mediazione interna dei giorni scorsi tra il Pdl e la Lega Nord. Un lungo "braccio di ferro" tra Berlusconi e Bossi nel quale il premier ha insistito per rispondere concretamente ai richiami dell'Europa, mentre il leader del Carroccio ha posto il suo veto sul tema delle pensioni di anzianità.
Da questa mattina i contatti con Bruxelles sono stati frenetici per limare il testo iniziale e provvedere a qualche correzione e aggiunta (una su tutte l'inserimento di un preciso calendario con le tempistiche per la realizzazione dei diversi provvedimenti).
Le anticipazioni trapelate durante la giornata, mentre il premier si recava a Bruxelles, sono state confermate: entro il 2026 donne e uomini in pensione a 67 anni, licenziamenti più facili in presenza di stati di crisi e dismissione del patrimonio pubblico con l'ipotesi di ricavare 5 miliardi di euro.
Al termine del vertice si sono poi potute registrare alcune reazioni positive. «Per quanto riguarda Silvio Berlusconi e il problema italiano - ha dichiarato il premier polacco Donald Tusk - non era il centro del nostro dibattito di stasera. Herman Van Rompuy ci ha informato di una lettera da Berlusconi e di un piano dettagliato, entrambi i documenti hanno fatto una impressione molto buona e sono stati accolti molto bene. Il premier Berlusconi era presente ma non ha preso parte al dibattito».


LETTERA DI SILVIO BERLUSCONI ALL'UE - IL TESTO INTEGRALE: Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.


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