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LETTERA UE/ Berlusconi: promosso in Europa, "licenziato" in Italia

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Il premier Silvio Berlusconi  Il premier Silvio Berlusconi

Credo che alla fine l'Europa darà una sorta di "via libera" e poi non insisterà, anche perché tutti i paesi dell'Unione, Francia e Germania compresi, hanno i loro problemi.
Una cosa però è certa: in Italia si compatterà un'opposizione durissima. Bisognerà prepararsi a uno scontro veramente aspro.
Il governo anche oggi è andato sotto su una mozione dell'Idv. Come potrà sostenere gli attacchi di un'opposizione sempre più battagliera?
Per tutti questi motivi non credo che il governo resisterà a lungo. Convincere i leader europei è un conto, trasformare in realtà i contenuti di questa lettera un altro.

E i mercati, invece, come reagiranno?

Su questo penso che l'Italia c'entri fino a un certo punto. Dipenderà dalle decisioni concrete del summit. Vedremo se ci sarà l'accordo sul default controllato della Grecia. Dopodiché si aprirà il capitolo della ricapitalizzazione delle banche e quello sul fondo salva-stati.
Il peso dell'Italia su queste questioni non è determinante. Ma in realtà è l'Europa in quanto tale a essere in crisi.

Cosa intende dire?

Non c'è dubbio che, anche a livello europeo, ci sia una carenza di leadership. L'Unione non è in grado di prendere decisioni rapidamente. Basti pensare alla Grecia.
Da un anno e mezzo se ne discute e, sia la Merkel, che Sarkozy, non hanno ancora deciso un bel niente...

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
27/10/2011 - contrappesi (francesco scifo)

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende. Vi ricorda qualcosa? Potrebbe essere un buon contrappeso ai licenziamenti? Nessuno insiste per l'attuazione di questa norma eppure è scritta nella nostra Costituzione dal 1948.